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L'ANA

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Storia ANA

Al termine della prima guerra mondiale un gruppo di reduci l'8 luglio 1919 costituì l’Associazione Nazionale Alpini.

Avvenne a Milano, presso la sede dell’Associazione geometri, e fu l'inizio di una lunghissima marcia che dura tuttora.

Il primo presidente fu Daniele Crespi.Nel settembre del 1920 viene organizzata la prima adunata nazionale sull'Ortigara.

A quel primo appuntamento ne seguono altri venti per giungere, nel giugno 1940, a Torino: il secondo conflitto mondiale è alle porte e perciò, per sette anni la manifestazione è sospesa.

Nell'aprile del 1947, ricompare il giornale L'Alpino, anch'esso nato nel 1919 su iniziativa del tenente degli alpini Italo Balbo, poi noto esponente del fascismo.
Nell'ottobre del 1948 si svolge a Bassano del Grappa la prima Adunata del dopo guerra. Dopo la sosta del 1950 dovuta a ragioni tecniche, essa riprende senza più interrompersi.

Cittadini che hanno servito la Patria nelle truppe da montagna oggi guardano con preoccupazione l'assottigliarsi dei reparti alpini alle dipendenze del Comando Truppe alpine di Bolzano attuato dal Ministro della Difesa senza tener conto nè delle tradizioni nè della storia.

Ma l'ANA è decisa a difendere le proprie radici.

Allo scopo di celebrare gli 80 anni dell'Associazione, dal 28 marzo al 9 ottobre 1999 si è svolta una lunga staffetta che ha portato il simbolo dell'ANA da Santa Teresa Gallura (Sassari) a Trieste, attraverso 189 tappe, staffetta composta da 180 squadre di 5 alpini in congedo ciascuna in rappresentanza delle 80 sezioni metropolitane
(la sezione di Acqui Terme non era ancora stata costituita) e di 4 sezioni dislocate in Europa.

Le celebrazioni nel 2009, in occasione del 90° anniversario, hanno visto gli oltre 4300 Gruppi dell'Associazione sparsi in Italia e nel mondo issare il Tricolore: una cerimonia semplice ma piena di significato che, come ha sottolineato il presidente nazionale Corrado Perona, 'racconta la favola bella e vera della nostra famiglia alpina e del suo attaccamento ai valori lasciatici in custodia dai nostri Padri'.

Al 2011 l'Associazione Nazionale Alpini presenta un organico di circa 375.920 soci, con 81 sezioni in Italia, 32 sezioni nelle varie nazioni del mondo, più 6 gruppi autonomi: quattro in Canada (Calgary, Sudbury, Thunder Bay e Winnipeg) due in
Colombia (Colombia e Medellin). Le sezioni si articolano in 4.411 gruppi. Ai 300.783 soci ordinari si aggiungono 75.137 soci aggregati (di cui 937 'aiutanti').

Fedele a sentimenti quali l'amor di Patria, l'amicizia, la solidarietà, il senso del dovere, l'Associazione ha saputo esprimere queste doti intervenendo in drammatiche circostanze, nazionali e internazionali dal Vajont (1963), al Friuli (1976/'77), dall'Irpinia (1980/81), alla Valtellina (1987), all'Armenia (1989), all'Albania a favore dei kosovari (1999), alla Valle d'Aosta (2000), al Molise (2002), nell'Abruzzo terremotato (2009 '10) con i volontari della Protezione civile che risultano essere oltre quattordicimila.

Tra le numerose opere a favore del prossimo l'Associazione ha costruito in due anni di lavoro volontario dei propri soci (1992/1993), un asilo a Rossosch, al posto di quella che fu la sede del comando del Corpo d'Armata alpino nel 1942, durante la campagna di Russia. Per i due anni di lavoro i volontari sono stati 721 suddivisi in 21 turni. Le ore di lavoro sono state 99.643.

Nel settembre 2003, se ne è celebrato il decennale ed è stato inaugurato un parco con un monumento.

Analoga operazione su richiesta del vescovo ausiliare di Sarajevo, mons. Sudar, è stata condotta a termine nel 2002, per ampliare un istituto scolastico multietnico a Zenica (Bosnia) che ospita studenti delle tre etnie: bosniaca, serba e musulmana.
In Mozambico nella provincia dieci anni fa i nostri alpini in armi parteciparono alla operazione umanitaria disposta dalle Nazioni Unite in un paese sconvolto dalla guerriglia. In Mozambico l'Associazione ha costruito un collegio femminile, un centro nutrizionale di accoglienza per bambini sottonutriti e un centro di alfabetizzazione e promozione della donna.

Nel comune di Ripabottoni è stata costruita una casa di riposo.

Nell'Abruzzo terremotato sono stati impegnati 8500 volontari della Protezione civile ANA e il 14 novembre 2009 è stato inaugurato il 'Villaggio ANA' a Fossa dove, grazie alle somme raccolte dall'ANA e da altri enti, sono state costruite 33 case per gli sfollati del comune abruzzese. Sempre a Fossa è stata costruita la chiesa di San Lorenzo (inaugurata il 27 novembre 2010), altri interventi sono previsti a L'Aquila.

Dal Sito ANA nazionale

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Statuto ANA StatutoScarica lo Statuto ANA

ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI
STATUTO
MILANO - VIA MARSALA, 9
(deliberato dalla Assemblea Straordinaria dei Delegati del 31 maggio 2015)
______________________________

COSTITUZIONE
Art. 1 - L'Associazione Nazionale Alpini (A.N.A.) fondata nel 1919, ha sede in Milano, Via Marsala 9, ed è costituita
tra coloro che hanno appartenuto od appartengono alle Truppe Alpine: alpini, artiglieri da montagna, genieri,
trasmettitori, paracadutisti, militari dei Servizi in organico alle Truppe Alpine, i quali, nel presente Statuto, vengono
tutti indicati con il nome generico di "Alpini".
SCOPI
Art. 2 - Associazione apartitica, l'Associazione Nazionale Alpini si propone di:
a) tenere vive e tramandare le tradizioni degli Alpini, difenderne le caratteristiche, illustrarne le glorie e le gesta;
b) rafforzare tra gli Alpini di qualsiasi grado e condizione i vincoli di fratellanza nati dall'adempimento del
comune dovere verso la Patria e curarne, entro i limiti di competenza, gli interessi e l'assistenza;
c) favorire i rapporti con i Reparti e con gli Alpini in armi;
d) promuovere e favorire lo studio dei problemi della montagna e del rispetto dell'ambiente naturale, anche ai fini
della formazione spirituale e intellettuale delle nuove generazioni;
e) promuovere e concorrere in attività  di volontariato e Protezione Civile, con possibilità  di impiego in Italia e
all'estero, nel rispetto prioritario dell'identità  associativa e della autonomia decisionale.
Per il conseguimento degli scopi associativi l'Associazione Nazionale Alpini, che non ha scopo di lucro, si avvale in
modo determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri soci.
EMBLEMI E DISTINTIVO
Art. 3 - L'emblema ufficiale dell'Associazione è il Labaro, conforme al modello di cui all'allegato 1.
L'emblema ufficiale della Sezione è il Vessillo e quello del Gruppo è il Gagliardetto, rispettivamente conformi ai
modelli di cui agli allegati n. 2 e 3.
Il distintivo ufficiale per i soci dell'Associazione è quello conforme al modello di cui all'allegato n.4.
ASSOCIATI
Art. 4 - Possono far parte dell'Associazione coloro che hanno prestato servizio per almeno due mesi in reparti alpini
e coloro che non avendo potuto, per cause di forza maggiore, prestarvi servizio per tale periodo di tempo, hanno
conseguito una ricompensa al valore, oppure il riconoscimento di ferita od invalidità  per causa di servizio.
La qualifica di Fondatori spetta ai Soci iscritti alla Associazione nel 1919; la qualifica di Vitalizi è conservata
soltanto a quei soci che l'hanno conseguita entro l'anno 1972. Tutti i soci hanno eguali doveri e diritti.
Art. 5 - Tutti i soci sono inquadrati nelle Sezioni o direttamente o tramite i Gruppi da esse dipendenti. L'ammissione dei
soci è deliberata dal Consiglio direttivo sezionale su parere della Giunta di Scrutinio.
Contro la decisione di rigetto è ammesso il ricorso del richiedente al Consiglio direttivo nazionale. Solo i soci hanno
diritto di accedere alle cariche sociali.
Art. 6 - è istituito un Albo d'onore dei soci perpetui nel quale, con deliberazione del Consiglio direttivo nazionale,
potranno essere iscritti i Reparti alpini, gli Alpini decorati dell'Ordine militare d'Italia, gli Alpini decorati di medaglia
d'oro al valore e gli Alpini deceduti degni di particolare onore.
Art. 7 - è istituito un Albo speciale dei benemeriti della Associazione nel quale, con deliberazione del Consiglio
direttivo nazionale, potranno essere iscritti, anche su proposta delle Sezioni, Enti o persone che abbiano reso servizi di
particolare importanza alla Associazione, favorendone il prestigio sia con la loro collaborazione, sia con contributi di
alto valore o significato.
Art. 8 - I soci hanno diritto di:
- fregiarsi del distintivo sociale;
- portare il cappello alpino in occasione di raduni sociali,
- partecipare alle Assemblee di Gruppo e della Sezione cui appartengono, in conformità  al presente Statuto ed ai
regolamenti sezionali,
- frequentare i locali sociali a norma dei relativi regolamenti;
- fruire in generale di tutti i vantaggi assicurati dall'A.N.A. e dei servizi da essa organizzati;

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-

ricevere le pubblicazioni dell'A.N.A. alle condizioni stabilite dal Consiglio direttivo nazionale.

Art. 8 bis
Cariche elettive politico-amministrative e cariche associative (Presidente nazionale, Consigliere nazionale, Revisore
dei Conti nazionale e Presidente sezionale) sono incompatibili.
La candidatura a cariche politico-amministrative comporta, per il socio che riveste cariche associative di cui sopra,
la contestuale decadenza dalla carica rivestita.
Il socio che ricopre cariche politico-amministrative deve preliminarmente rassegnare le dimissioni dalle stesse per
potere candidarsi alle cariche associative di cui al 1° comma.
Le cariche associative nazionali di cui al primo comma sono incompatibili con la carica di Presidente Sezionale.
Il socio che ricopre la carica di Presidente Sezionale deve preliminarmente rassegnare le dimissioni dalla stessa per
potere candidarsi alle cariche associative di cui al 1° comma.
Norma transitoria
Il socio che, alla data di entrata in vigore delle disposizioni di cui all'art. 8 bis, si trovi a ricoprire
contemporaneamente una delle cariche associative nazionali previste dal 1° comma dell'art. 8 bis e la carica di
Presidente Sezionale, alla prima scadenza della carica nazionale, dovrà  risolvere tale incompatibilità  pena la
decadenza dalla carica nazionale rivestita.
Art. 9 - La qualità  di socio cessa:
- per volontaria rinuncia presentata alla Sezione od al Gruppo a termini del regolamento sezionale;
- per mancato pagamento di una annualità  della quota sociale di cui all'art. 39 del presente Statuto;
- per radiazione deliberata a norma del successivo articolo 36 lettera c.
ORGANI SOCIALI NAZIONALI
Art. 10 - Gli organi nazionali sono:
a) L'Assemblea nazionale dei Delegati;
b) il Presidente nazionale;
c) il Consiglio direttivo nazionale (C.D.N.);
d) il Collegio dei Revisori dei conti.
ASSEMBLEA NAZIONALE DEI DELEGATI
Art. 11 - L'Assemblea nazionale dei Delegati è l'organo sovrano della Associazione, ne rappresenta i soci e statuisce su
tutto quanto viene demandato alle sue decisioni a norma di Statuto.
Essa è convocata dal C.D.N. e deve essere tenuta, di norma, in Milano, nei mesi di aprile o maggio di ogni anno.
Potrà  inoltre essere convocata in qualsiasi località  nel corso dell'anno sociale qualora il Consiglio direttivo nazionale ne
ravvisi la necessità .
L'avviso di convocazione, con ordine del giorno, dovrà  essere in ogni caso diramato almeno novanta giorni prima del
giorno dell'Assemblea.
Art. 12 - Il Consiglio direttivo nazionale, qualora ne riceva da almeno un quinto dei Delegati richiesta scritta, con
indicazione specifica degli argomenti da porre all'ordine del giorno, deve convocare l'Assemblea nazionale dei Delegati
entro sessanta giorni dalla data della richiesta.
Qualora entro tale termine la convocazione non sia effettuata, l'Assemblea potrà  essere convocata dai Delegati
richiedenti entro altri 60 giorni.
Art. 13 - Le Assemblee nazionali dei Delegati, tranne che per i casi previsti dal presente Statuto e per la nomina del
Presidente nazionale, per la quale occorre la maggioranza assoluta, deliberano a maggioranza relativa di voti.
Esse sono valide in prima convocazione qualora il numero dei Delegati presenti o rappresentati raggiunga almeno la
metà  dei Delegati in carica, ed in seconda convocazione, da tenersi trascorsa almeno un'ora da quella fissata per la
prima, qualunque sia il numero dei Delegati presenti o rappresentati.
L'Assemblea elegge il proprio Presidente e su proposta di esso il Segretario e 3 Scrutatori.
Art. 14 - Ogni Sezione ha diritto di far partecipare alle Assemblee un Delegato ogni 500 soci o frazione superiore ai
250 soci in regola con il pagamento della quota sociale, alla chiusura del tesseramento dell'anno precedente.
Le Sezioni che non raggiungono i 500 soci hanno comunque diritto ad un Delegato.
Non possono essere nominati Delegati all'Assemblea nazionale i membri del Consiglio direttivo nazionale e i Revisori
dei conti.
Il Presidente sezionale, purchè non ricada nell'esclusione di cui sopra, copre di diritto uno dei posti di Delegati spettanti

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alla Sezione. Egli potrà  farsi rappresentare all'Assemblea, mediante delega scritta, da un altro Delegato della Sezione e,
nel caso che egli sia il solo Delegato di essa, da un componente il Consiglio direttivo sezionale od altrimenti da un
socio della Sezione dal Consiglio stesso designato.
Gli altri Delegati sono eletti tra i soci della Sezione nelle Assemblee sezionali e durano in carica un anno.
Nell'Assemblea ciascun Delegato ha diritto ad un voto.
Ogni Delegato può rappresentare altri cinque Delegati della propria Sezione mediante delega scritta.
Art. 15 - L'Assemblea nazionale annuale dei Delegati si occupa dei seguenti argomenti che debbono venire
preventivamente indicati nell'ordine del giorno:
a) relazione morale dell'Associazione;
b) bilancio consuntivo e preventivo dell'Associazione delle attività  nazionali;
c) proposte del Consiglio direttivo nazionale;
d) eventuali proposte specificate per iscritto da almeno un decimo dei Delegati in carica e almeno sessanta giorni
prima della Assemblea annuale;
e) ricorsi contro provvedimenti disciplinari di cui all'ultimo capoverso dell'art. 37.
f) elezione del Presidente nazionale, degli altri componenti del Consiglio direttivo nazionale e dei Revisori dei
conti.
è vietata l'indicazione della voce "Varie" nell'ordine del giorno di convocazione dell'Assemblea Nazionale dei
Delegati; sono comunque nulle le proposizioni, la trattazione e le deliberazioni su argomenti non portati all'ordine del
giorno.
CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE
Art. 16 - Il Consiglio direttivo nazionale detta le direttive generali per lo svolgimento della vita sociale, vigila sulle
attività  delle Sezioni; propone, attua e regola le manifestazioni a carattere nazionale e provvede al normale funzionamento della Associazione, conferendo gli opportuni incarichi.
Esso ha sede in Milano ed è composto dal Presidente nazionale e da 24 Consiglieri nazionali.
Il Presidente nazionale dura in carica un triennio, ed è rieleggibile.
I 24 Consiglieri nazionali durano in carica un triennio, salvo rinnovamento rispettivamente per un terzo ogni anno.
(I primi due anni del triennio per estrazione a sorte, in seguito per anzianità  di nomina). Essi sono rieleggibili per una
sola volta consecutiva.
Qualora un Consigliere nazionale cessi, prima di aver compiuto il triennio, dalle sue funzioni, il nuovo eletto, alla
prima Assemblea successiva, a coprire il posto rimasto vacante, prende la anzianità  del sostituito.
I Consiglieri nazionali che saranno assenti a 3 riunioni consecutive del Consiglio potranno essere considerati
rinunciatari al proprio mandato.
Qualora, per qualsiasi ragione, il Presidente nazionale cessi dalle sue funzioni oppure il numero dei Consiglieri
nazionali si riduca a meno di dodici, quelli rimasti in carica dovranno convocare l'Assemblea dei Delegati perchè
provveda, nel primo caso, alla elezione di un nuovo Presidente, e, nel secondo caso, alla elezione di un nuovo Consiglio
direttivo nazionale.
Art. 17 - il Consiglio direttivo nazionale nomina annualmente, tra i suoi componenti:
- tre Vice Presidenti nazionali;
- il segretario del Consiglio;
- il Tesoriere dell'Associazione.
Il Consiglio direttivo nazionale:
- può delegare parte dei suoi poteri, per il normale andamento dell'Associazione, ad un Comitato di Presidenza
composto dal Presidente, dai tre Vice Presidenti, dal Segretario del Consiglio e dal Tesoriere;
- può assegnare compiti particolari a soci non facenti parte del Consiglio ed invitarli a partecipare alle sedute
dello stesso, senza diritto di voto.
Per la validità  delle sedute del Consiglio occorre la presenza di almeno la metà  pi๠uno dei Consiglieri.
Il Consiglio delibera a maggioranza assoluta dei presenti.
A parità  di voti prevale il voto di chi presiede la riunione e cioè del Presidente Nazionale o, in caso di sua assenza, del
Vice Presidente Nazionale pi๠anziano presente.
COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
Art. 18 - Il Collegio dei Revisori dei conti ha per compito la vigilanza continua della gestione economica-finanziaria
dell'Associazione e deve accompagnare i bilanci consuntivi e preventivi annuali con una propria relazione alla
Assemblea nazionale dei Delegati, esprimendo il proprio parere in merito.
I Revisori dei conti sono eletti in numero di cinque membri effettivi, restano in carica per un triennio e sono
rieleggibili, per due sole volte consecutive; essi costituiscono il Collegio dei Revisori dei conti e nominano al proprio

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interno il Presidente del Collegio stesso.
Devono inoltre essere eletti dall'Assemblea nazionale dei Delegati due Revisori supplenti, che restano in carica per un
triennio e sono a detta carica rieleggibili.
Qualora, per qualsiasi motivo, un Revisore effettivo cessi dalle sue funzioni subentrano i Supplenti in ordine
decrescente d'età  e restano in carica fino alla prossima Assemblea nazionale dei Delegati, la quale deve provvedere alla
integrazione del Collegio, nominando i Revisori effettivi e supplenti.
I nuovi nominati scadono insieme con quelli in carica.
Se con i Revisori supplenti il Collegio non è composto di almeno tre membri, deve convocarsi l'Assemblea nazionale
dei Delegati perchè provveda come al comma precedente.
I Revisori effettivi assistono alle sedute del Consiglio direttivo nazionale.
Il Collegio dei Revisori dei conti opera anche attraverso i propri singoli membri e si riunisce almeno ogni trimestre.
Il Revisore dei conti che, senza giustificato motivo, non partecipi per due volte consecutive alle sedute del Collegio,
decade dalla carica.
RAPPRESENTANZA LEGALE DELL'ASSOCIAZIONE
Art. 19 - Il Presidente, o in caso di sua assenza o impedimento, il Vice Presidente nazionale a ciò designato dal
Consiglio direttivo nazionale ha la rappresentanza legale dell'Associazione.
SEZIONI E GRUPPI
Art. 20 - Base del funzionamento sociale è la Sezione, la quale nell'ambito della propria circoscrizione, approvata dal
Consiglio direttivo nazionale, realizza direttamente ed attraverso i Gruppi dipendenti, la vita della Associazione nelle
sue varie manifestazioni.
Le Sezioni ed i Gruppi sono articolazioni periferiche dotate di autonoma legittimazione negoziale e processuale.
Art. 21 – La Sezione si può costituire, previa autorizzazione del Consiglio direttivo nazionale, in ogni Comune dove
risiedano almeno 500 Alpini, che siano già  soci dell'A.N.A. o che, avendone i requisiti, abbiano fatto domanda per
diventarlo.
In deroga al comma precedente, il Consiglio direttivo nazionale potrà  eccezionalmente, per situazioni ambientali
particolari, consentire la costituzione di una Sezione in Comuni ove risiedono almeno 250 soci purchè, con altri soci
residenti in zone limitrofe, raggiungano un numero complessivo di 1000 soci.
In ogni Comune tuttavia non si può costituire pi๠di una Sezione.
Nulla è variato nei riguardi delle Sezioni già  in passato costituite.
I nuclei di Alpini residenti all'estero, quando riuniscano almeno 20 soci, possono eccezionalmente essere autorizzati a
costituirsi in Sezione.
Art. 22 - Il Consiglio direttivo nazionale può sciogliere una Sezione quando il numero dei suoi soci si riduca per oltre
un anno al 50% del minimo stabilito all'articolo precedente.
Art. 23 - Gli organi sociali della Sezione
a) l'Assemblea dei soci o dei Delegati della Sezione;
b) il Presidente della Sezione;
c) il Consiglio direttivo sezionale;
d) la Giunta di Scrutinio per l'esame delle domande di ammissione a socio;
e) il Collegio dei Revisori dei conti.
Art. 24 - Le Sezioni devono disciplinare l'elezione alle cariche sociali ed il funzionamento proprio e dei Gruppi
dipendenti con un regolamento sezionale che dovrà  essere approvato dal Consiglio direttivo nazionale.
Art. 25 - Le Sezioni dovranno comunicare ogni anno entro il 31 marzo al Consiglio direttivo nazionale:
- la relazione morale e finanziaria approvata dalla Assemblea sezionale;
- il numero dei soci alla chiusura del tesseramento dell'anno precedente;
- le cariche sociali sezionali;
- le sedi ed i recapiti dei Gruppi dipendenti;
- i nomi dei Delegati alla Assemblea nazionale.
Art. 26 - L'attività  delle Sezioni è soggetta alla vigilanza del Consiglio direttivo nazionale il quale in caso di violazione
delle norme dello Statuto potrà  sciogliere il Consiglio direttivo sezionale e nominare in provvisoria sostituzione un
Commissario determinandone i compiti e stabilendo il termine entro cui dovrà  esaurire il suo mandato.
Art. 27 - In qualsiasi località  nella quale risiedono almeno dieci Alpini che siano già  soci dell'A.N.A. o che, possedendo
i requisiti, abbiano fatto domanda di appartenervi, essi possono costituirsi in Gruppo previa autorizzazione del
Consiglio direttivo della Sezione da cui dovranno dipendere e che li assisterà  per promuoverne l'attività  e l'efficienza.
I Gruppi costituiti nel territorio di un Comune, sede di Sezione, dipendono da essa; se costituiti in un altro Comune
dipendono, di regola, dalla Sezione pi๠vicina, salvo diverse disposizioni del Consiglio direttivo nazionale.

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In uno stesso Comune non possono coesistere Gruppi appartenenti a Sezioni diverse.
I soci del Gruppo sono considerati a tutti gli effetti come appartenenti alla Sezione dalla quale il Gruppo dipende.
Art. 28 - Gli organi sociali del Gruppo sono:
a) l'Assemblea dei soci del Gruppo;
b) il Capo Gruppo,
c) l'eventuale Consiglio di Gruppo.
Il Capo Gruppo e i membri dell'eventuale Consiglio di Gruppo sono eletti dall'Assemblea dei soci del Gruppo.
Per l'ammissione dei soci funzionerà  la Giunta di Scrutinio della Sezione da cui il Gruppo dipende.
Art. 29 - I Gruppi dovranno comunicare ogni anno al Consiglio direttivo sezionale la relazione morale e finanziaria
approvata in Assemblea dai soci; le cariche del Gruppo, la situazione numerica dei soci ed i nomi degli eventuali
Delegati alle Assemblee sezionali.
Art. 30 - L'attività  dei Gruppi è soggetta al controllo del Consiglio direttivo sezionale che potrà  esonerare dall'incarico
il Capo Gruppo e gli altri eventuali dirigenti nominando in loro provvisoria sostituzione un Commissario
determinandone i compiti e stabilendo il termine entro cui dovrà  esaurire il suo mandato.
SCIOGLIMENTO DI SEZIONI E GRUPPI
Art. 31 – Il Patrimonio residuo derivante dallo scioglimento di una Sezione confluisce all'Associazione Nazionale
Alpini (Sede Nazionale), il patrimonio residuo derivante dallo scioglimento di un Gruppo confluisce alla Sezione di
appartenenza.
ASSEMBLEE SEZIONALI
Art. 32 - Il Consiglio direttivo sezionale deve convocare, con le modalità  e nei limiti di tempo previsti dal proprio
regolamento, almeno una volta all'anno, entro il 15 marzo, l'Assemblea dei Soci.
Dovrà , inoltre, convocarla quando ne sia stata fatta richiesta per iscritto - con indicazione degli argomenti specifici da
trattare - da almeno un quinto dei soci o da un numero di Delegati di cui al successivo art. 32 che rappresenti la stessa
aliquota dei soci.
In tale caso l'Assemblea dovrà  essere tenuta entro sessanta giorni dalla richiesta. Se entro tale termine non fosse
effettuata l'Assemblea questa dovrà  essere convocata entro altri 60 giorni dal Consiglio direttivo nazionale su richiesta
degli interessati.
In tutti i casi l'avviso di convocazione dovrà  contenere l'indicazione degli argomenti da trattare e saranno nulle le
deliberazioni su argomenti non previsti dall'ordine del giorno.
Art. 33 - Tutti i soci hanno diritto di intervenire personalmente alla Assemblea. Possono farsi rappresentare mediante
mandato scritto da un altro socio della Sezione ma ciascun socio non potrà  rappresentare pi๠di altri cinque soci.
Qualora, a causa dell'alto numero di iscritti o per ragioni di distanza, sia difficoltosa l'affluenza plenaria dei soci alle
Assemblee sezionali, i regolamenti sezionali potranno eccezionalmente anche stabilire che tali Assemblee avvengano
invece a mezzo Delegati, nominati annualmente nelle Assemblee di Gruppo.
In questo caso:
- i Delegati dovranno essere eletti in ragione di un numero di soci che non potrà  essere inferiore a dieci nè
superiore a venticinque;
- ciascun Delegato non potrà  rappresentare pi๠di altri due Delegati;
- il Capo Gruppo occupa di diritto uno dei posti di Delegato spettanti al Gruppo.
Art. 34 - Le Assemblee di Gruppo potranno essere convocate a cura del Capo Gruppo e del Consiglio di Gruppo od
eventualmente dal Consiglio direttivo sezionale.
Tutti i soci del Gruppo hanno diritto di intervenire personalmente alla Assemblea. Possono farsi rappresentare mediante
mandato scritto da un altro socio del Gruppo ma ciascun socio non potrà  rappresentare pi๠di altri quattro soci.
RAPPRESENTANZA DELLA SEZIONE
Art. 35 - Il Presidente della Sezione ne ha la rappresentanza e agisce in nome e per conto della stessa, per il
conseguimento dei fini associativi.
DELEGAZIONE IN ROMA
Art. 36 - è istituita in Roma una Delegazione dell'Associazione.
Il Delegato è nominato ogni anno dal Consiglio direttivo nazionale che ne determina le funzioni nel regolamento.
Se il Delegato non fa parte del Consiglio direttivo nazionale può essere invitato dal C.D.N. a partecipare alle sedute con
voto consultivo.

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DISPOSIZIONI DISCIPLINARI
Art. 37 - I provvedimenti disciplinari applicabili agli associati sono:
a) il richiamo scritto, per fatti lievi;
b) la censura:
- dopo due richiami scritti all'associato nell'arco di un anno;
- per fatti che compromettano il regolare svolgimento della vita del Gruppo o della Sezione o, in generale,
dell'Associazione;
- per la volontaria e reiterata inosservanza delle norme statutarie e regolamentari.
c) La sospensione:
- dopo due censure inflitte all'associato nell'arco di tre anni;
- per fatti gravi che ledano la figura morale dell'associato;
- quando l'associato sia stato condannato, in via definitiva, per delitto non colposo che leda la figura morale
dell'associato.
La sospensione è della durata da un minimo di un mese ad un massimo di un anno.
d) La radiazione:
- per continuata cattiva condotta morale;
- a seguito di condanna penale definitiva per delitto non colposo e ritenuta incompatibile con l'appartenenza
all'Associazione.
Il provvedimento definitivo di radiazione dovrà  essere comunicato a tutte le Sezioni.
Nel caso il provvedimento di sospensione o di radiazione venisse preso nei confronti di associato che rivesta la
funzione di Capogruppo o di Presidente di Sezione l'organo erogante la sanzione potrà  commissariare il Gruppo o la
Sezione.
Art. 38 - I provvedimenti disciplinari applicabili ai Gruppi e alle Sezioni sono:
a) il richiamo scritto, inviato al Capogruppo o al Presidente di Sezione, per fatti lievi;
b) la censura:
- per fatti che compromettano il regolare svolgimento della vita associativa;
- per la volontaria e reiterata inosservanza delle norme statutarie o regolamentari;
c) il commissariamento o lo scioglimento:
- qualora la Sezione o il Gruppo non diano alcuna prova di vitalità ;
- svolgano attività  in contrasto o incompatibili con le norme o gli scopi statutari.
ORGANI DISCIPLINARI
Art. 38 bis - Gli Organi disciplinari sono:
a) in I grado
Il Consiglio Sezionale, integrato da un Consigliere Nazionale, per i procedimenti nei confronti dell'associato,
del Capogruppo o del Gruppo.
Il Comitato di Presidenza Nazionale, integrato da due Consiglieri Nazionali e presieduto dal Vice Presidente
Vicario, per i procedimenti nei confronti del Presidente di Sezione, del Consigliere di Sezione, della Sezione,
del Consigliere Nazionale.
b) in II grado
Il Comitato di Presidenza Nazionale, integrato da due Consiglieri Nazionali, avverso i provvedimenti
disciplinari presi dal Consiglio Sezionale. Il Consiglio Direttivo Nazionale, presieduto dal Presidente Nazionale,
con esclusione dei componenti il Comitato di Presidenza che hanno partecipato al giudizio di I grado, avverso
provvedimenti disciplinari presi dal Comitato di Presidenza.
LEGITTIMAZIONE ATTIVA
Art. 38 ter - Qualsiasi associato può promuovere l'azione disciplinare.
L'azione in sede di appello può essere promossa sia da chi ha subito un provvedimento disciplinare, sia
dall'associato che ha promosso l'azione in I grado.
OBBLIGATORIETA' DELL'AZIONE DISCIPLINARE
Art. 39 - Gli organi preposti all'azione disciplinare hanno l'obbligo di promuovere l'azione e di istruirla.
A conclusione delle indagini preliminari l'Organo preposto all'azione disciplinare può:
a) procedere all'archiviazione, motivandola e dando comunicazione al denunciante e all'incolpato; avverso il
provvedimento di archiviazione la parte denunciante può ricorrere al competente Organo disciplinare di II grado
entro i termini di cui all'art. 36 del Regolamento;

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b) decidere di promuovere l'azione disciplinare; in questo caso l'Organo Giudicante deve contestare all'incolpato i
fatti e gli addebiti della denuncia ed invitarlo a presentare memorie difensive; l'incolpato ed il denunciante
hanno diritto di essere sentiti personalmente, su loro richiesta o su iniziativa dell'Organo giudicante e farsi
assistere o difendere.
In ogni fase e grado del procedimento disciplinare nessuno può essere giudicato senza essere invitato a difendersi, a
voce o con scritti difensivi.
La decisione, di assoluzione o di condanna, deve essere adeguatamente e sufficientemente motivata.
DISPOSIZIONI AMMINISTRATIVE
Art. 40 - L'A.N.A. consegue gli scopi di cui all'art. 2 dello Statuto mediante l'opera e l'apporto dei propri iscritti,
Sezioni, Gruppi e amici utilizzando i proventi derivanti dalle quote associative e dal proprio patrimonio sociale, nonchè
mediante acquisizione di eventuali contributi da parte dello Stato, Enti e privati.
La quota sociale sarà  determinata dall'Assemblea nazionale dei Delegati con effetto per l'anno sociale successivo a
quello del suo svolgimento.
Le Sezioni ed i Gruppi potranno, con deliberazione delle rispettive Assemblee, stabilire a carico dei propri soci il
versamento di una quota supplementare a favore rispettivamente della Sezione e/o del Gruppo.
Le cariche sociali non sono retribuite.
ANNO SOCIALE
Art. 41 - L'anno sociale va dal 1° gennaio al 31 dicembre.
GIORNALE SOCIALE
Art. 42 - Il giornale ufficiale dell'Associazione è "L'ALPINO", edito a Milano.
Il Consiglio direttivo nazionale nomina agli effetti di legge il Direttore responsabile e annualmente il Comitato di
Direzione il cui Presidente deve far parte del Consiglio stesso.
Tale Comitato provvederà  alla amministrazione e pubblicazione del giornale, secondo le direttive ricevute dal C.D.N.
ADUNATA NAZIONALE
Art. 43 - Ogni anno, in località , epoca e con programma da stabilirsi dal Consiglio direttivo nazionale, si terrà  un
Adunata Nazionale dei soci.
MODIFICAZIONI DELLO STATUTO
Art. 44 - Lo Statuto sociale potrà  essere modificato dall'Assemblea nazionale dei Delegati soltanto con l'intervento,
anche per delega, di almeno due terzi dei Delegati in carica e con il voto favorevole della maggioranza dei Delegati in
carica.
SCIOGLIMENTO DELL'ASSOCIAZIONE
Art. 45 - Il Consiglio direttivo nazionale, qualora constati l'impossibilità  di conseguire gli scopi sociali, convoca una
Assemblea nazionale per proporre l'eventuale scioglimento dell'Associazione e la conseguente destinazione del
patrimonio sociale.
La relativa deliberazione dovrà  essere approvata con il voto di almeno tre quarti dei Delegati in carica.
CLAUSOLA COMPROMISSORIA
Art. 46 - Ogni lite per ragioni di natura associativa tra i singoli soci, soci e Gruppo, soci e Sezione, che non rientri nella
competenza disciplinare degli organi statutari, viene risolta e compromessa in Arbitri amichevoli compositori che
costituiti in Collegio, decidono secondo equità  e definitivamente, con lodo anche irrituale, perchè così convenuto ed
accettato.
Il Collegio Arbitrale è formato da tre Arbitri soci, due dei quali nominati dalle Parti in litigio, uno per ognuna, e il terzo, con funzioni di Presidente, nominato dal C.D.N.
REGOLAMENTO
Art. 47 - La compilazione del regolamento per la esecuzione del presente Statuto è demandata al Consiglio direttivo
nazionale che deve compilare entro il termine massimo di un anno dall'approvazione dello Statuto.

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Copia conforme all'originale depositato presso la Prefettura di Milano (n°187 registro delle persone giuridiche)

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REGOLAMENTO PER L’ESECUZIONE DELLO STATUTO

approvato dal CDN nella seduta del 28/05/2016





EMBLEMI



Art. 1 - Il Labaro dell’Associazione interviene esclusivamente:

a) alle adunate nazionali dell’Associazione;
b) alle manifestazioni nelle quali si celebrano le gesta del Corpo e/o dei singoli reparti, e la cui particolare importan-
za sia stata riconosciuta dal Consiglio Direttivo Nazionale;
c) alle manifestazioni militari e civili a carattere nazionale, alle quali l’Associazione partecipi ufficialmente per
deliberazione del Consiglio Direttivo Nazionale.


È escluso l’intervento del Labaro a onoranze individuali tranne nel caso di funerali del Capo dello Stato, dei Presidenti
Nazionali dell’Associazione e delle Medaglie d’Oro al Valore, di cui all’art. 3, a/2.

Le manifestazioni di cui alla lettera b) devono essere segnalate per iscritto dalle sezioni alla sede nazionale di regola
almeno due mesi prima della data per essere fissata.

L’intervento del Labaro alle manifestazioni deve essere deliberato di volta in volta dal Consiglio Direttivo Nazionale
ad eccezione dei casi d’urgenza, nei quali la deliberazione può essere presa dal Presidente Nazionale.

Art. 2 - Il Consiglio Direttivo Nazionale designa l’alfiere ufficiale del Labaro, scegliendo, di preferenza, fra i soci
decorati al valore.

In qualsiasi manifestazione il Labaro e la sua scorta d’onore hanno la precedenza sui Vessilli delle sezioni, sui
Gagliardetti dei gruppi e sulle formazioni dell’Associazione.

La scorta del Labaro è costituita dal Presidente Nazionale, dai Vice Presidenti Nazionali e dai componenti del C.D.N.,
dai decorati dell’Ordine Militare d’Italia e di Savoia e di Medaglia d’Oro al Valore.

Quando tale formazione non sia possibile, il Labaro deve essere accompagnato dal Presidente o da un Vice Presidente
Nazionale e almeno da due consiglieri nazionali.

E’ dovere morale di tutte le sezioni appartenenti al raggruppamento di cui al successivo art. 17, intervenire con il
proprio vessillo alle manifestazioni che si svolgono nel territorio del raggruppamento ed alle quali interviene il Labaro.

E’ dovere morale di tutte le sezioni intervenire con il proprio vessillo alle manifestazioni nazionali quando si svolgano
in forma solenne.

Alle manifestazioni di gruppo i vessilli sezionali partecipano solo su invito della sezione cui appartiene il gruppo
organizzatore.

È dovere dei soci dell’Associazione salutare il Labaro.





Art. 3 -

a) Sono apposti sul Labaro nell’ordine di concessione:
1) i fac-simili delle M.O. al Valore concesse ai reparti alpini;
2) i fac-simili delle M.O. al Valore concesse ad Alpini, Caduti o viventi, mentre prestavano servizio in reparti
alpini;
3) i fac-simili dello M.O. al Valore concesse all’Associazione e ad Alpini soci dell’Associazione, Caduti o viventi
per atti di valore da loro compiuti nell’espletamento di attività associativa;
4) i fac-simili delle onorificenze concesse all’Associazione Nazionale Alpini di cui il Consiglio Direttivo
Nazionale delibera di volta in volta l’apposizione per il loro alto significato sociale.



b) Sono invece collocati in apposito Medagliere presso la sede nazionale dell’Associazione:
1) i fac-simili delle M.O. al Valore concesse ad Alpini, Caduti o viventi, mentre prestavano servizio presso reparti
non alpini;
2) i fac-simili delle M.O. al Valore concesse ad Alpini, soci dell’Associazione, Caduti o viventi, per atti di valore
da loro compiuti nell’espletamento di attività non associativa.





Art. 4 - I Vessilli delle sezioni e i Gagliardetti dei gruppi possono intervenire a tutte le manifestazioni cui partecipino
ufficialmente le sezioni e i gruppi, escluse in modo assoluto quelle che non siano conformi agli scopi, al carattere ed
allo spirito dell’Associazione.

È fatto obbligo alle sezioni ed ai gruppi di avere cura che i Vessilli e i Gagliardetti siano portati in pubblico con dignità
e che siano scortati da due componenti dell’Associazione.

I Vessilli e i Gagliardetti devono essere rigorosamente conformi ai modelli statutari.

Art. 5 - Sul Vessillo di ogni sezione possono essere apposti soltanto i fac-simili delle Medaglie d’Oro, di cui alla
lettera a) del precedente art. 3, concesse ad Alpini, il cui luogo di nascita, risultante dalla motivazione, sia ubicato nella
circoscrizione della sezione stessa.

Eventuali deroghe alla norma di cui sopra devono essere autorizzate dal C.D.N. Saranno inoltre apposti i fac-simili di
cui alla lettera a/4 del precedente art. 3, a seguito di apposita delibera del C.D.N..

Presso la sede nazionale è conservato, aggiornato, un elenco delle Medaglie d’Oro con l’indicazione delle sezioni che
possono fregiare i propri Vessilli dei relativi fac-simili. Le sezioni pertanto, devono attenersi scrupolosamente alle
disposizioni in merito emanate dal C.D.N.






NORME RELATIVE AI SOCI



Art. 6 - Per essere ammessi a far parte dell’Associazione, gli aspiranti devono presentare domanda scritta al Consiglio
Direttivo Sezionale, sul modulo appositamente disposto, corredandolo dei documenti idonei a comprovare il possesso
dei requisiti previsto dall’art. 4 dello Statuto, e di quant’altro richiesto dal regolamento sezionale. La domanda deve
essere firmata, oltre che dall’aspirante, da due soci presentatori che facciano parte dell’Associazione da almeno sei
mesi. Il C.D.S., sentito il parere della Giunta di Scrutinio, decide sull’accettazione o meno della domanda. In caso di
non accettazione, il Presidente della sezione ne dà comunicazione all’interessato in forma riservata. Il modulo e la
documentazione suddetti possono essere sostituiti dalla domanda redatta nella forma di autocertificazione su modulo
“tipo” predisposto dalla sede nazionale.

L’eventuale ricorso al C.D.N. di cui all’ultimo comma dell’art. 5 dello Statuto, deve pervenire alla segreteria della
sede nazionale entro trenta giorni dalla comunicazione della decisione del C.D.S.

Art. 7 - Gli alpini in armi, che chiedono di far parte dell’Associazione, vi verranno iscritti gratuitamente per il primo
anno, fermo restando il disposto di cui all’art. 4 dello Statuto.

Le domande di ammissione a socio degli Alpini di cui al comma precedente, controfirmate dal Comandante del reparto
a cui appartengono, devono essere inviate alla sede nazionale direttamente dall’Alpino richiedente oppure per il
tramite della sezione A.N.A. a cui l’Alpino si è rivolto. Alla ricezione della domanda, la sede nazionale provvederà
alla spedizione del giornale «L’Alpino».

Tutti gli alpini alle armi sono considerati graditi ospiti presso le sedi di sezione o di gruppo dell’Associazione.

Art. 8

Quanti non siano in possesso dei requisiti di cui all’art. 4 dello Statuto, su proposta dei gruppi interessati, sono iscritti
dalle Sezioni senza la qualifica di socio ordinario, con la procedura di cui all’art. 8 bis.

Essi vengono, iscritti in un apposito, albo nazionale quali Aggregati e quali “Amici degli Alpini”.

In particolare è escluso che essi possano avere la tessera sociale ordinaria dell’A.N.A., portare il cappello alpino, salvo
ne abbiano altrimenti maturato il diritto.

Pur non avendo la qualifica di socio ordinario, sono tenuti al rispetto del presente Regolamento, dello Statuto e del
Regolamento della propria Sezione di appartenenza.

La loro attività è limitata all’ambito della sezione: qualunque loro iniziativa deve esser preventivamente approvata dal
C.D.S.

Su proposta del CDS, l’Assemblea Sezionale determina la quota annuale per gli Aggregati e per gli Amici degli
Alpini. Tale quota dovrà essere uguale per entrambe le categorie.

La Sezione, ove il rapporto di fiducia, amicizia e collaborazione dovesse venire meno, può revocare l’iscrizione
dell’aggregato o dell’Amico degli Alpini in qualsiasi momento e senza particolari formalità, con semplice decisione
del Consiglio Direttivo Sezionale.

Art. 8 bis

L’ammissione degli aggregati è deliberata dal C.D.S. su parere favorevole della Giunta di Scrutinio.

La decisione di rigetto della domanda di ammissione non deve essere motivata.

L’Aggregato ha diritto a ricevere il periodico L’Alpino e le pubblicazioni della Sezione e del Gruppo a cui appartiene.
Ha diritto a frequentare le Sedi dell’Associazione Nazionale Alpini ed a partecipare alle attività associative.

Art. 8 ter:

All’Aggregato che vanti un’iscrizione consecutiva di almeno due anni e che per tale periodo abbia fattivamente
collaborato con la Sezione o con il Gruppo nelle attività associative, può essere riconosciuta la qualifica di “Amico
degli Alpini”.

La proposta, da redigersi su apposito modulo predisposto dall’Associazione, potrà essere formulata da due soci
ordinari e dovrà essere controfirmata dal capogruppo. Sarà, poi, valutata dal CDS, previo parere della Giunta di
scrutinio.

L’eventuale decisione di rigetto della domanda per “Amico degli Alpini” non dovrà, necessariamente, essere motivata.

L’opera per la quale l’aggregato dovrà aver prestato la sua collaborazione potrà riguardare una qualunque delle diverse
attività associative. A mero titolo esemplificativo si indicano: la Protezione civile, l’Ospedale da campo, i Cori e le
Fanfare dell’Associazione, le attività di recupero dei siti e della memoria storica, la stampa associativa, le attività
culturali e divulgative, l’attività sportiva, la logistica di Gruppi e Sezioni.

L’Amico degli Alpini ha diritto a ricevere il periodico L’Alpino e le pubblicazioni della Sezione e del Gruppo a cui
appartiene. Ha diritto a frequentare le Sedi dell’Associazione Nazionale Alpini ed a partecipare alle attività
associative. Ha, inoltre, diritto a fregiarsi del copricapo e degli altri segni distintivi appositamente previsti (ed indicati
nell’allegato (01) del presente Regolamento), espressione della riconoscenza dell’Associazione per il lavoro svolto. Gli
Amici degli Alpini potranno sfilare alle manifestazioni nazionali, sezionali e di gruppo, inquadrati in un unico blocco
nelle rispettive Sezioni o Gruppi, indossando il copricapo previsto.





TESSERAMENTO



Art. 9 - Ad ogni socio viene rilasciata, per il tramite della sezione, la tessera dell’Associazione fornita dalla sede
nazionale.

Il pagamento della quota sociale annuale è comprovato dall’applicazione sulla tessera del bollino emesso ogni anno
dalla sede nazionale.


Sulla tessera dei soci Fondatori e dei soci Vitalizi è apposta dalla sede nazionale una stampigliatura indicante la loro
speciale qualifica.

Il tesseramento, pur avendo effetto dal 1° gennaio di ogni anno, ha inizio dal 1° novembre dell’anno precedente e si
chiude il 1° ottobre dell’anno corrente. L’ultima segnalazione dei soci che hanno regolarmente pagato la quota sociale
e gli importi ancora dovuti, devono pervenire, alla sede nazionale entro il 15 ottobre.

All’atto dell’invio alla sede nazionale dei documenti comprovanti il rinnovo della quota sociale e l’iscrizione dei nuovi
soci, le sezioni devono anche inoltrare i relativi importi.

Oltre all’importo dei bollini che rappresenta la quota sociale, le sezioni e i gruppi possono riscuotere dai propri soci e
trattenere, le quote supplementari eventualmente stabilite dalle loro Assemblee ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 39
dello Statuto.





CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE



Art. 10 - Il C.D.N., organo direttivo collegiale, delibera su tutti gli affari associativi che non siano per legge o per
Statuto riservati all’Assemblea Nazionale dei Delegati; convoca l’Assemblea Nazionale dei Delegati, esamina la
relazione morale e finanziaria e il bilancio e ne autorizza la presentazione all’Assemblea Nazionale dei Delegati.

Per la scelta della sede dell’adunata nazionale il C.D.N. delibera con voto segreto, anche a seguito di ballottaggio, tra
le proposte presentate dai raggruppamenti sentito il parere della Commissione manifestazioni nazionali.

Nella prima riunione successiva all’Assemblea Nazionale dei Delegati, dopo aver provveduto alle nomine previste
dall’art. 17 dello Statuto, il C.D.N.:

a) designa, su proposta del Presidente Nazionale, il Vice Presidente Nazionale di cui all’art. 19 dello Statuto;
b) determina i poteri delegati al Comitato di Presidenza;
c) nomina il Direttore Generale dell’Associazione;
d) nomina il Segretario Nazionale dell’Associazione e ne fissa i compiti;
e) nomina il delegato in Roma di cui all’art. 35 dello Statuto, con i compiti di cui al successivo art. 37;
f) nomina le commissioni ed i relativi componenti fissandone i compiti.


Le riunioni del C.D.N. sono presiedute dal Presidente Nazionale o, in caso di sua assenza od impedimento, dal Vice
Presidente Nazionale di cui all’art. 19 dello Statuto o, in subordine, dal vice presidente più anziano d’età. In caso di
parità di voti, prevale il voto di chi presiede la riunione.

Il Direttore Generale:

- provvede all’attuazione dei deliberati del Presidente Nazionale, del Comitato di Presidenza e del C.D.N.;
- coordina l’attività tutta dell’Associazione a livello nazionale e ne assicura la continuità nel quadro delle decisioni


del Presidente Nazionale, del Comitato di Presidenza e del C.D.N.

All’uopo e nei detti limiti e per le dette finalità il Direttore Generale è preposto agli uffici tutti della sede nazionale, li
organizza, è il Capo del Personale dipendente che egli per l’A.N.A. assume nel rispetto della normativa vigente e
previa delibera del Comitato di Presidenza ed è munito d’ogni relativa facoltà di amministrazione ordinaria.

Il Direttore Generale è responsabile del suo operato nei confronti del C.D.N. e partecipa senza diritto di voto alle
sedute ed ai lavori del C.D.N. e del Comitato di Presidenza e collabora con il Presidente Nazionale.

Art. 11 - Per gli adempimenti di cui all’art. 16 dello Statuto, i consiglieri nazionali devono esercitare una funzione di
collegamento e coordinamento con le sezioni.

A tale scopo il C.D.N. determina ogni anno le sezioni presso le quali i consiglieri nazionali debbono esplicare tali
adempimenti.

Essi sono tenuti a presenziare all’Assemblea Nazionale dei Delegati e, a loro discrezione, a quelle delle sezioni di loro
competenza.

Art. 12 - Il Consigliere eletto in sostituzione di altro venuto a mancare per qualsiasi motivo nel corso del mandato
assume, ai sensi del terzultimo comma dell’art. 16 dello Statuto, l’anzianità del Consigliere sostituito con decorrenza
dall’ultima elezione dello stesso.





ASSEMBLEA NAZIONALE DEI DELEGATI



Art. 13 - Ogni qualvolta venga convocata l’Assemblea Nazionale dei Delegati, la sede nazionale provvederà ad
inviare in tempo utile a ogni sezione tante speciali tessere quanti sono i Delegati che ogni sezione ha diritto di far
partecipare all’Assemblea ai sensi dell’art. 14 dello Statuto.

Tali tessere devono essere firmate dal presidente sezionale e completate, a di lui cura e sotto sua responsabilità, con la
indicazione del nome e cognome di ciascun Delegato e dell’eventuale suo rappresentante (ai sensi dell’ultimo
capoverso del precitato art. 14).

Nessun Delegato può partecipare all’Assemblea se non munito della tessera di cui sopra.

I Delegati delle sezioni all’estero, per quanto concerne le “Elezioni” di cui all’art. 15, lettera f) dello Statuto, possono
esercitare il loro diritto di voto, anche per posta, secondo la procedura regolata da specifiche norme a cura della sede
nazionale.

Le schede di votazione, in busta chiusa e sigillata dalla sezione interessata, devono pervenire alla sede nazionale
almeno 24 ore prima dell’ora indicata per la prima convocazione dell’Assemblea.

Unicamente per quanto concerne l’argomento “Elezioni” [art. 15 lettera f) dello Statuto] nel calcolo della maggioranza


per la validità delle delibere, occorre aggiungere al numero dei Delegati presenti e rappresentati anche il numero delle
schede di votazione dei Delegati delle sezioni all’estero pervenute per posta.

Art. 14 - La verifica dei poteri dell’Assemblea è affidata dal C.D.N. ad una commissione composta dal Segretario
Nazionale dell’Associazione, da un componente della Commissione Legale e da un terzo membro da loro designato.

Essa, decidendo a maggioranza semplice, all’atto della costituzione dell’Assemblea Nazionale dei Delegati, provvede
alla verifica ed al controllo di legittimità delle tessere di ammissione per la valida costituzione dell’Assemblea e rife-
risce al Presidente Nazionale in carica o a chi ne fa le veci.





CANDIDATURE ALLE CARICHE DIRETTIVE NAZIONALI



Art. 15 - I soci rivestiti di cariche elettive di competenza dell’Assemblea Nazionale dei Delegati, se rieleggibili,
devono comunicare alla sede nazionale a mezzo lettera raccomandata, spedita almeno 120 giorni prima della data
fissata per l’Assemblea Nazionale dei Delegati, la eventuale rinuncia alla facoltà di essere rieletti.

I candidati alle cariche associative non possono essere nominati scrutatori.

Art. 16 - La sede nazionale, non appena ricevute le comunicazioni di cui all’art. 15 e comunque 100 giorni prima della
data fissata per l’Assemblea dei Delegati, trasmette a tutte le sezioni:

- i nominativi dei soci che decadono da cariche elettive di competenza dell’Assemblea Nazionale dei Delegati, non
rieleggibili;
- i nominativi dei soci rieleggibili;
- i nominativi dei soci rinunciatari.


Art. 17 - Le sezioni aventi sede nel territorio della Repubblica, anche agli effetti di cui al presente articolo e dei
successivi 18 – 19 – 20, sono costituite in raggruppamenti formati da:

a) sezioni del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (1° raggruppamento);
b) sezioni della Lombardia ed Emilia-Romagna (2° raggruppamento);
c) sezioni del Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Veneto (3° raggruppamento);
d) sezioni della Toscana, Marche, Lazio, Umbria, Campania, Abruzzi, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e
Sardegna (4° raggruppamento).


Le sezioni aventi sede all’estero possono presentare autonomamente candidature.

Alle riunioni dei raggruppamenti partecipano i consiglieri nazionali di competenza.

Art. 18 - I Presidenti delle sezioni di ogni raggruppamento, previa consultazione dei propri C.D.S., redigono
congiuntamente l’elenco dei soci che il raggruppamento presenta per la candidatura alle cariche elettive nazionali,
anche scegliendoli tra Alpini appartenenti ad altri raggruppamenti.

L’elenco, sottoscritto da tutti i presidenti di sezione del raggruppamento o da un rappresentante del raggruppamento
ufficialmente delegato, deve pervenire alla sede nazionale, con lettera raccomandata, almeno 60 giorni prima della data
fissata per l’Assembla Nazionale dei Delegati. Di ogni candidato devono essere indicati: cognome e nome, anno di
nascita, residenza, sezione e raggruppamento di appartenenza, attività e cariche associative ricoperte.

Art. 19 - I nominativi dei candidati devono essere segnalati, partitamente per la candidatura di ogni singola carica
elettiva nazionale, nel numero massimo, per ciascun raggruppamento, di:

- 1 socio per la candidatura alla carica di Presidente Nazionale;
- un numero di soci pari ai posti vacanti per la carica di Consigliere Nazionale;
- un numero di soci pari ai posti vacanti per la carica di Revisore dei Conti effettivo;
- 1 socio per la candidatura alla carica di Revisore dei Conti supplente.


Di ogni candidato occorre allegare la dichiarazione di accettazione della candidatura e copia dello stato di servizio o
foglio matricolare o documentazione equipollente.

Art. 20 - La sede nazionale, ricevuto in tempo utile dai singoli raggruppamenti l’elenco dei candidati per ciascuna
delle cariche elettive nazionali, provvede a compilare le rispettive liste contenenti tutti i nominativi dei candidati in
ordine alfabetico, segnando a lato di ciascuno di essi il o i raggruppamenti che lo hanno presentato.

I presidenti delle sezioni di ogni raggruppamento, oltre a presentare le candidature alle cariche elettive nazionali,
possono:

- segnalare al C.D.N. la località ritenuta idonea quale sede per l’adunata nazionale dei soci;
- segnalare al C.D.N., per la relativa autorizzazione, le manifestazioni intersezionali nell’ambito dello stesso
raggruppamento;
- proporre gli argomenti da trattare nelle riunioni dei presidenti di sezione che il C.D.N. ritiene di indire.


Art. 21 - L’Assemblea Nazionale dei Delegati, liberamente e sovranamente scegliendo anche tra altri soci non in lista,
elegge, come da Statuto, a maggioranza assoluta (50% + 1 dei delegati in carica), il Presidente Nazionale, indi, a
maggioranza relativa, i consiglieri nazionali e i Revisori dei Conti.

Per la elezione alla carica di Presidente Nazionale, nel caso in cui in sede di seconda votazione nessun candidato
raggiunga la maggioranza prescritta, l’Assemblea procede immediatamente, prima delle elezioni alle altre cariche
associative, al ballottaggio fra i due candidati che hanno conseguito il maggior numero di voti ed elegge, a
maggioranza relativa, il Presidente Nazionale.

Sono eletti consiglieri nazionali, nel numero annualmente previsto, i candidati che hanno ottenuto il maggior numero
di voti. In caso di parità di voti risulta eletto il candidato più giovane di età.

I ventiquattro consiglieri nazionali sono comunque cosi ripartiti fra i raggruppamenti:

- 6 presentati dal raggruppamento n° 1;



- 7 presentati dal raggruppamento n° 2;
- 9 presentati dal raggruppamento n° 3;
- 2 presentati dal raggruppamento n° 4.


Ogni anno, entro i 3 mesi seguenti alla chiusura del tesseramento, il Comitato di Presidenza e la Commissione Legale
riuniti, provvedono all’eventuale modificazione nella ripartizione di cui sopra, quando sia accertata una variazione del
numero dei soci in un raggruppamento, non inferiore a 10.000 soci in più o in meno.

Competono comunque sempre almeno 2 Consiglieri a ciascun raggruppamento.

Art. 22 - Il Consigliere Nazionale non rappresenta né gruppi, né sezioni singole o comunque raggruppate. Egli
concorre personalmente in seno al C.D.N. alla conduzione dell’Associazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo
di mandato.





SEZIONI E GRUPPI



Art. 23 - La circoscrizione sezionale, di cui all’art. 20 dello Statuto, - circoscrizione che non può essere modificata
senza l’autorizzazione del C.D.N. - è di norma il poligono territoriale il cui perimetro collega e racchiude tutti i
comuni sede di gruppo A.N.A. dipendenti dalla stessa sezione. Ogni qualvolta che una sezione costituisce un nuovo
gruppo, deve comunicare alla sede nazionale i seguenti dati: numero di codice del nuovo gruppo, denominazione
ufficiale del gruppo, forza del gruppo all’atto della costituzione, data di costituzione, recapito del gruppo.

Il presidente della sezione è tenuto inoltre a dichiarare che l’autorizzazione alla costituzione del gruppo è stata data in
conformità a quanto disposto dall’art. 27 dello Statuto con particolare riferimento al 3° comma dello stesso art. 27.





ASSEMBLEE SEZIONALI



Art. 24 - Le sezioni che intendono avvalersi della facoltà concessa dall’art.32 dello Statuto (Assemblea a mezzo
delegati) devono necessariamente avere tutti i soci inquadrati nei gruppi dipendenti (art.5 dello Statuto).

Le assemblee sezionali sono valide in prima convocazione qualora il numero dei partecipanti, presenti o per delega,
rappresenti almeno la metà degli aventi diritto che siano in regola con il pagamento della quota sociale alla chiusura
del tesseramento dell’anno precedente; in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei presenti o rappresentati.

L’assemblea delibera, salvo i casi previsti dai regolamenti sezionali, a maggioranza relativa; qualora però il numero
dei partecipanti presenti o per delega sia inferiore al 20% degli aventi diritto, qualsiasi delibera deve essere presa a
maggioranza dei 2/3 dei votanti. Le richieste di convocazione delle assemblee sezionali, di cui al 2° e 3° comma
dell’art. 31 dello Statuto, devono essere fatte a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.

I candidati alle cariche associative non possono essere nominati scrutatori.

Art. 25 - Le sezioni all’estero, previa specifica autorizzazione del C.D.N., possono stabilire nel proprio regolamento
interno determinate norme conseguenti alla loro locale e particolare situazione purché non in contrasto con lo Statuto.

Art. 26 - La relazione morale e finanziaria, approvata dall’Assemblea sezionale da inviare al C.D.N., secondo quanto
previsto dall’art. 25 dello Statuto, deve essere corredata dal verbale dell’assemblea stessa.





MANIFESTAZIONI SEZIONALI



Art. 27 - Ogni manifestazione, che trascenda l’ambito sezionale per assumere carattere intersezionale, deve essere
autorizzata dal Consiglio Direttivo Nazionale.

Le sezioni debbono pertanto comunicare alla sede nazionale, con un preavviso di almeno tre mesi, il programma delle
manifestazioni suddette con precise indicazioni di tempo e di luogo affinché il C.D.N. possa provvedere al loro
coordinamento.

I gruppi per qualsiasi manifestazione devono avere la preventiva approvazione della sezione da cui dipendono.

Ai presidenti di sezione ed ai capigruppo incombe l’obbligo di vigilare affinché:

- nelle manifestazioni di qualsiasi genere, il cappello alpino sia portato con dignità e decoro;
- nessun socio faccia uso di decorazioni, gradi o distintivi cui non ha diritto;
- tutti gli oratori che intervengono a manifestazioni dell’Associazione diano sicuro affidamento di attenersi a quanto
disposto dall’art. 2 dello Statuto.


Gli atti e le manifestazioni delle singole sezioni si svolgono sotto la responsabilità dei Presidenti e dei Consigli
sezionali interessati.





GIORNALE SOCIALE



Art. 28 - Articoli, relazioni, notizie varie, per essere pubblicati nel numero in corso di compilazione, debbono
pervenire alla direzione del giornale entro i termini fissati dalla direzione stessa.

Eccezione fatta per avvenimenti di un certo rilievo (per i quali necessita inviare relazione particolareggiata possi-
bilmente accompagnata da fotografie), le cronache e le notizie varie debbono essere il più possibile succinte.

Art. 29 - Alla direzione del giornale è riservato il giudizio circa l’opportunità della pubblicazione o meno degli


articoli. I manoscritti non vengono restituiti.

Art. 30 - È compito del C.D.N. stabilire quali eventuali oblazioni debbano essere effettuate a favore del giornale, per
la pubblicazione di notizie personali che, comunque, sono riservate ai soci.

Art. 31 - Il giornale viene inviato ai soci entro il mese successivo del tesseramento o del rinnovo della quota sociale.

La spedizione del giornale sociale a tutti i soci in regola con il pagamento della quota sociale relativa ad un
determinato anno, verrà continuata per tutto il primo trimestre dell’anno successivo.

Art. 32 - Ogni anno, subito dopo la chiusura del tesseramento, la sede nazionale provvederà ad inviare o rendere
disponibili alle sezioni i repertori generali dei soci.

La procedura per la gestione e l’aggiornamento dell’archivio sociale è regolata da specifiche norme da parte della sede
nazionale.

Art. 33 - Tutte le variazioni interessanti i soci (cambio di sezione o di gruppo, di residenza, correzione di eventuali
errori etc.) e tutte le richieste di abbonamenti devono essere segnalate dalle sezioni alla sede nazionale a mezzo dei
supporti prescritti.

Le richieste di abbonamenti non avranno corso se non accompagnate dai relativi importi, salvo diversa disposizione
del Comitato di direzione del giornale.





PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI



Art. 34 - Tutti i provvedimenti presi, tanto ai sensi dell’art. 36 quanto ai sensi dell’art. 37 dello Statuto, devono essere
comunicati agli interessati a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.

Di tali provvedimenti non può essere fatta menzione nei giornali sezionali se non dopo che i provvedimenti stessi
siano diventati definitivi.

Art. 35 – L’associato che rivesta una carica di gruppo, sezionale o nazionale, se sottoposto a procedimento
disciplinare, in caso di particolare e sufficientemente provata gravità della contestazione, può essere preliminarmente
sospeso dalla carica stessa e sino alla conclusione della procedura con provvedimento dell’Organo preposto per il
giudizio disciplinare di 1° grado (art. 37 bis dello Statuto).

Tale provvedimento può essere oggetto di reclamo avanti il competente Organo disciplinare di 2° grado entro il
termine perentorio di 30 gg. dal ricevimento della relativa comunicazione (art. 37 bis dello Statuto).

Tale procedura d’urgenza fa salvo, in entrambi i gradi di giudizio, il principio del contraddittorio.

Art. 36 - L’appello contro i provvedimenti disciplinari deve essere proposto entro il termine perentorio di 30 giorni dal
ricevimento della comunicazione di cui all’art. 34 del Regolamento.





DELEGAZIONE IN ROMA



Art. 37 - Il Delegato in Roma, di cui all’art. 35 dello Statuto, dipende direttamente dalla Presidenza nazionale e dal
C.D.N.

È compito del Delegato:

a) trasmettere alla sede nazionale le eventuali comunicazioni o richieste che gli dovessero pervenire da organi
estranei all’Associazione;
b) svolgere le pratiche di carattere individuale che gli pervengono per il tramite delle sezioni. Qualora l’esito di tali
pratiche venga comunicato direttamente alla sezione che ne ha fatto richiesta, questa dovrà informare il Delegato;
c) svolgere gli incarichi volta a volta affidatigli dalla Presidenza nazionale o dal C.D.N.


Art. 38 - Le sezioni non possono, per alcuna ragione interessare le Autorità e gli Uffici Governativi Centrali o la
Delegazione, per richieste e/o questioni di carattere associativo, per le quali devono rivolgersi esclusivamente alla
sede nazionale.





COLLEGIO ARBITRALE



Art. 39 - Per la costituzione del Collegio Arbitrale di cui all’art. 45 dello Statuto e per l’instaurazione del relativo
procedimento, la parte ricorrente deve, a mezzo lettera raccomandata con R.R. inviata alla controparte e al C.D.N.,
esporre ed illustrare le proprie ragioni, nominare il proprio arbitro e comunicare la di lui accettazione espressa per
iscritto in calce al ricorso.

Nei 30 giorni successivi al ricevimento della comunicazione di cui sopra, la parte resistente deve, con propria
memoria, inviata per iscritto, con raccomandata R.R. al ricorrente ed al C.D.N., esporre ed illustrare le proprie ragioni,
nominare il proprio arbitro che avrà cura di esprimere la propria accettazione in calce alla memoria.

Nella prima seduta successiva all’adempimento di quanto sopra, il C.D.N. nomina il terzo arbitro, Presidente del
Collegio.

Esso Presidente convocherà immediatamente il Collegio che dovrà decidere a maggioranza, comunicare e trasmettere
alle parti il lodo che sarà depositato presso il C.D.N. nel termine di 90 giorni dalla costituzione del Collegio, salvo
proroghe concesse dalle parti.



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Allegato al verbale del C.D.N. dell'11 ottobre 2014


CERIMONIALE A.N.A.

PRESENTAZIONE 2ª EDIZIONE





A distanza di oltre 10 anni dalla precedente edizione, si è sentita l'esigenza di effettuare qualche aggiustamento alla nostra “libretta”, soprattutto per quanto attiene alla individuazione della figura del Cerimoniere a seconda del livello della manifestazione in relazione alla presenza o meno del Labaro dell'Associazione.
Nella seduta del C.D.N. dell'11 ottobre 2014 è stata approvata la allegata edizione del “Cerimoniale A.N.A.” emendato.



Il Presidente Nazionale
Sebastiano Favero








Allegato al verbale C.D.N. del 15 febbraio 2003


CERIMONIALE A.N.A.




PRESENTAZIONE


Da quando ho iniziato a presenziare alle varie manifestazione associative ho avuto modo di rilevare i differenti comportamenti nell'organizzazione e mi sono così convinto che la forma non è proprio il nostro forte.
Infatti noi Alpini siamo sempre armati di buona volontà e animati dal sacro fuoco del far bene ma, talvolta non ci accorgiamo che anche la forma ha sua importanza, soprattutto durante il compimento di atti solenni quali: l'Alzabandiera, gli Onori ai Caduti ecc..
In questi casi è opportuno che la preparazione di questi atti venga curata sin nei minimi particolari per evitare che la non perfetta esecuzione possa comprometterne l'elevato significato morale. E' quindi opportuno che vengano regolamentati in modo tale che ci sia uniformità in ambito associativo.
Da questo è nata l'esigenza di raccogliere e disciplinare la materia perché, non dimentichiamocelo, siamo una Associazione d'Arma e l'uniformità di comportamento deve essere la regola.
Questa “libretta”, termine prettamente militare, dal titolo:”Cerimoniale A.N.A.”ha appunto lo scopo di disciplinare ed uniformare le modalità di esecuzione delle nostre manifestazioni associative.
Il Consiglio Direttivo Nazionale nella seduta del 15 febbraio 2003 ne ha approvato la pubblicazione che fa parte integrante del Regolamento Nazionale.
Mi auguro infine che venga accolta come un fattivo contributo per migliorare ancora di più il tono delle nostre manifestazioni per il costante buon esempio che siamo abituati a dare alla comunità e per la considerazione che la stessa nutre nei nostri confronti.



Il Presidente Nazionale
Giuseppe Parazzini






Cerimoniale A.N.A.


Premessa
Lo scopo di questa “libretta” è di definire le modalità di esecuzione delle manifestazioni e cerimonie associative al fine di facilitare l'organizzazione e conferire la necessaria uniformità nei comportamenti.

Responsabile della cerimonia (cerimoniere)

Premesso che le manifestazioni associative si articolano in funzione del “grado” delle manifestazioni stesse.
Abbiamo infatti manifestazioni con la presenza del Labaro dell'Associazione:
- Nazionali
- Raggruppamento e manifestazioni di:
- Sezione
- Gruppo
In tutti casi si dovrà prevedere la nomina di un Responsabile della Cerimonia (più propriamente Cerimoniere), che dovrà essere espresso dalla Sede Nazionale per le manifestazioni nelle quali è presente il Labaro dell'Associazione mentre per le altre manifestazioni sarà scelto dal Presidente di Sezione e/o dal Capogruppo. Il Cerimoniere coordina tutti gli aspetti e tutte le fasi di: pianificazione, organizzazione ed esecuzione della cerimonia, deve dirigere e coordinare eventuali responsabili di settore, che da lui dipendono.
Al fine di non essere distratto da altre incombenze, è opportuno che il Responsabile della Cerimonia non sia il Presidente di Sezione o il Capogruppo per le manifestazioni di loro competenza in quanto, nell'ambito della manifestazione, hanno altri compiti.

CERIMONIA ALPINA
Ogni cerimonia alpina si compone di più fasi: pianificazione, organizzazione e svolgimento, può avere carattere nazionale o locale o assumere aspetti particolari. Saranno perciò esaminate nell'ordine:
1. Pianificazione: definizione del tipo di cerimonia, luogo e data di svolgimento e risultato che si spera di ottenere.
2. Organizzazione:
a) inviti;
b) allestimenti, addobbi e percorsi;
c) accordi, permessi e concorsi militari;
d) pubblicità e comunicazioni e servizio fotografico;
e) doni, corone, attestati, decorazioni;
f) servizio di sicurezza;
g) servizio d'ordine;
h) parcheggi, segnaletica, movieri;
i) servizio sanitario;
j) collegamenti;
k) speaker e scaletta degli interventi;
l) aspetti formali.
3. Atti della cerimonia o manifestazione:
a. alzabandiera;
b. accoglienza Autorità ed invitati di riguardo;
c. ammassamento;
d. durata;
e. ordine di sfilamento;
f. segnali d'onore, inni, marce;
g. S. Messa: in chiesa, all'aperto, preghiera dell'Alpino;
h. onori ai Caduti;
i. saluti e allocuzioni;
j. consegna premi e attestati;
k. onori finali;
l. deflusso Autorità;
m. pranzi, rinfreschi, ranci alpini.
4. Dopo la cerimonia:
a. ringraziamenti;
b. pulizia, riordino, archiviazione.

Manifestazioni a carattere nazionale:
a. adunata nazionale;
b. cerimonie commemorative locali definite a carattere nazionale o solenni.

Manifestazioni a carattere locale:
a. raduni di raggruppamento;
b. raduni sezionali;
c. raduni di gruppo.

Cerimonie particolari
a. esequie;
b. giuramenti;
c. inaugurazione di sedi;
d. scoprimento di monumento, cippo, targa;
e. consegna di nuovo Vessillo o Gagliardetto;
f. premiazioni e consegna di attestati.

PIANIFICAZIONE

La pianificazione di ogni manifestazione o cerimonia deve avvenire con un congruo anticipo segnalando al livello superiore data, luogo e modalità per consentire il necessario coordinamento e la programmazione degli altri impegni nonché tutte le azioni e richieste da inoltrare agli Enti interessati.

ORGANIZZAZIONE E PREPARATIVI
a. INVITI
Gli inviti devono essere normalmente:
* limitati alle Autorità civili, militari ed ecclesiastiche in ambito locale (l'elenco dovrà essere sempre aggiornato);
* essere inviati con adeguato anticipo (almeno 20 giorni);
* possibilmente, scritti o stampati, su carta da lettera o cartoncino intestati e contenere:
a. logo ANA da porre in alto a sinistra, eventualmente con la presenza degli altri enti patrocinanti
b. il programma particolareggiato, stampato sull'invito o allegato allo stesso;
c. l'indicazione della Sezione o Gruppo che organizza la manifestazione;
d. la località, data ed orario di afflusso;
e. l'autorità che pronuncerà l'allocuzione;
f. l'ubicazione dei parcheggi;
g. l'indicazione se “è gradita la presenza della gentile Signora”;
h. l'indicazione se deve essere confermata la presenza “R.S.V.P.” e quindi il recapito anche telefonico e fax;
i. evitare nel modo più assoluto di riportare sull'invito il “menu” dell'eventuale pranzo.

NOTA: L'invito al Presidente Nazionale deve essere rivolto dal Presidente di Sezione e, Il Consigliere nazionale di riferimento dovrà essere sempre invitato e, qualora non sia presente il Presidente nazionale o uno dei Vicepresidenti nazionali, sarà lui a rappresentare il Presidente Nazionale.



b. Addobbi e allestimenti dei luoghi e percorsi.
Il luogo dove si svolge la cerimonia o, almeno la sua parte principale, nonché il percorso dell'eventuale sfilamento devono essere, possibilmente, decorati con bandiere tricolori esposte alle finestre e sugli edifici prospicienti. Si rammenta che la Bandiera nazionale è a bande verticali verde, bianco, rosso) e deve essere esposta così come gli striscioni, gli orifiamma e coccarde, come da schemi allegati .


Come viene esposta la Bandiera Italiana
 




Il percorso della sfilata dovrà essere scelto tenendo conto di alcuni accorgimenti meglio precisati nel capitolo “svolgimento della cerimonia o manifestazione” lettera “e” (ordine di sfilamento).

1. Tribune.
Devono essere di numero e dimensioni tali da poter consentire a tutte le Autorità e gli invitati che prevedibilmente saranno presenti di accedere agevolmente.
Il palco delle Autorità non deve essere assolutamente addobbato con la Bandiera Nazionale mentre potranno essere utilizzati nastri monocolore o coccarde tricolori.
La tribuna d'onore deve essere dotata anche di un ingresso posteriore per consentire a coloro che, per motivi diversi, dovessero accedere o lasciare la tribuna durante la cerimonia senza arrecare disturbo. Qualora non risulti conveniente approntare le tribune, lo spazio destinato alle Autorità o agli ospiti di riguardo, dovrà essere transennato o delimitato con corde da roccia (ben evidenziate), ecc.
2. Pedane.
Vengono normalmente collocate sul davanti ed ai lati della tribuna delle Autorità alle quali deve essere però garantita una perfetta visibilità e debbono essere adibite alla sistemazione dei gruppi Bandiera e del Labaro.
3. Leggii.
Devono essere di altezza tale da consentire un comodo e sicuro appoggio per i fogli del testo da leggere ed essere collegati con l'impianto di amplificazione. ( in caso di manifestazioni serali o notturne dovrà essere prevista anche un'adeguata illuminazione)
4. Addobbi.
E' assolutamente vietato utilizzare la Bandiera Nazionale per scopi puramente decorativi. Dovranno invece essere utilizzati festoni od orifiamma policromi o monocolore da sistemare in modo tale da decorare con sobrietà e, soprattutto, da nascondere eventuali punti o pareti che sia conveniente non esporre alla vista delle Autorità e degli invitati.
5. Transenne.
Devono essere sistemate in modo tale da non permettere al pubblico di invadere le aree della cerimonia che si vogliono mantenere sgombre. I tratti aperti per l'accesso di Autorità, labari, vessilli, ecc, devono essere presidiati da apposito personale, possibilmente munito di segni di riconoscimento (cartellini, bracciali, uniformi particolari).

Ricordare che la transennatura sulla pubblica via è soggetta ad autorizzazione comunale

c. Accordi e permessi: concorsi militari.
L'ente preposto all'organizzazione della cerimonia deve ovviamente chiedere con congruo anticipo i permessi necessari alle Autorità civili locali.
Per richiedere invece gli eventuali concorsi militari (fanfare, cori, picchetti armati, materiali vari), secondo le direttive di cui alla circolare n. 30 del 5 aprile 2000, la richiesta deve essere inoltrata dalla Sezione, anche se la manifestazione è a livello di Gruppo, solo ed esclusivamente alla Sede Nazionale, che provvederà ad inoltrare la richiesta alle Autorità competenti.

d. Pubblicità e comunicazioni: servizio fotografico e comunicati stampa.
L'evento deve essere adeguatamente pubblicizzato, anche in relazione alla rilevanza della manifestazione tramite i giornali e le televisioni locali per conferirle il giusto risalto e dare la possibilità al maggior numero di persone di essere a conoscenza dell'evento. Se è stata prevista l'esposizione di locandine, queste devono essere esposte con congruo anticipo e devono essere in regola con le eventuali disposizioni fiscali sulle affissioni
Per questa attività sarebbe opportuno che fosse nominato un “addetto stampa” che si occupi solo di questo aspetto della manifestazione.
Se è previsto un servizio fotografico della manifestazione questo deve essere svolto in modo tale da non intralciare le fasi della cerimonia e da evitare che gli operatori transitino o comunque sostino nelle vicinanze del Labaro Nazionale o della Bandiera di guerra se presente.

e. Doni, corone, attestati e decorazioni.
Tutti questi oggetti devono essere preparati con largo anticipo onde evitare sorprese dell'ultimo momento e custoditi in modo tale da essere immediatamente disponibili al momento della consegna.
I destinatari devono essere preavvertiti ed istruiti in ogni particolare sulle modalità della cerimonia di consegna. Qualora sia previsto uno scambio di doni, crest, targhe ecc, con Autorità, Reparti o Rappresentanze, dovranno essere presi preventivi accordi per evitare di mettere in imbarazzo “a sorpresa” il ricevente.

f. Servizio di sicurezza.
L'argomento riguarda la sicurezza del personale e dei punti sensibili e dei mezzi partecipanti alla cerimonia. Particolare cura deve essere posta nel collegamento con gli organi preposti (Carabinieri e Polizia di Stato) al fine di impedire che malintenzionati possano confondersi con la massa e creare motivo di turbamento alla manifestazione stessa o arrecare danni.
Se è prevista la presenza di personalità di alto rango istituzionale, va informato per tempo il comandante della locale stazione dei Carabinieri perché possa valutare tutte le implicazioni di scorta e sicurezza necessarie alla protezione delle stesse.


g. Servizio d'ordine.
E' preposto alla corretta esecuzione delle disposizioni impartite dal Responsabile della cerimonia.

h. Parcheggi, segnaletica, movieri.
I parcheggi devono essere possibilmente ubicati in zone viciniori alla zona dell'ammassamento o del punto focale della manifestazione, devono essere opportunamente segnalati e custoditi da movieri che, avendo preventivamente organizzato l'area di parcheggio, indichino il luogo ove parcheggiare la vettura o eventuali bus
Sarebbe inoltre opportuno che l'itinerario di accesso alla zona della manifestazione fosse adeguatamente segnalato, onde evitare inutili e affannose ricerche ai partecipanti.

i. Servizio Sanitario.
Deve essere organizzato in funzione della manifestazione e quindi prevedere, se del caso, uno o più posti di medicazione, una o più ambulanze. Nel caso che la cerimonia si svolga in località non accessibile ai mezzi sarebbe opportuno predisporre un collegamento con il servizio eliambulanze della località più vicina.

l. Collegamenti.
Due tipi di collegamenti devono essere previsti: uno per l'amplificazione per gli speaker e gli oratori e un secondo per il personale di servizio (accertarsi della loro efficienza)
Quest'ultimo deve collegare, come minimo, il Responsabile della cerimonia ed i responsabili dei settori (Capo del Servizio d'ordine, Dirigente servizio sanitario, Autorità di P.S., Comandante dello schieramento, ecc).

m. Speaker, scaletta degli interventi.
La figura dello speaker deve essere prevista ogni qualvolta sia possibile e dovrà avere a disposizione un valido sistema d'amplificazione.
Il suo compito consiste nell'illustrare al pubblico ed alle Autorità i momenti della cerimonia, pertanto dovrà essere munito del dettagliato programma della cerimonia dal quale ricaverà una scaletta degli avvenimenti e sulla quale dovrà adeguatamente prepararsi, in modo tale da tenere sempre desta l'attenzione del pubblico, evitando i tempi morti e le sempre pericolose improvvisazioni.
Dovrà però evitare eccessi di retorica ricercando quella moderazione e semplicità da sempre caratteristica degli Alpini.

n. Aspetti formali.
Ogni manifestazione dell'Associazione Nazionale Alpini deve sempre essere contraddistinta dalla modestia e frugalità proprie dell'Alpino, ma anche da quella dignità che l'Associazione si è conquistata nel tempo, pertanto anche gli aspetti formali rivestono la loro importanza; perché se è vero che l'abito non fa il monaco, è altrettanto vero che contribuisce a farlo; quindi coloro che nella manifestazione hanno il compito di rappresentare l'Associazione, hanno il dovere di vestire in maniera adeguata alla solennità dell'occasione.
Pertanto i Presidenti (Nazionale e di Sezione) i componenti del Consiglio Direttivo Nazionale il Collegio dei Revisori dei Conti ed i componenti della Sede Nazionale sono tenuti ad indossare un abito scuro (giacca e cravatta) I Capigruppo, a seconda dell'occasione, potranno indossare la tenuta del Gruppo, qualora sia stata adottata.
Il Cappello Alpino dovrà essere calzato durante la cerimonia, ad eccezione di quanto riportato nel capitolo relativo alla Santa Messa.

ATTI DELLA CERIMONIA O MANIFESTAZIONE

NOTA: È bene richiamare l'attenzione dei partecipanti sulla opportunità di spegnere i telefonini cellulari o quantomeno azzerare la suoneria.

a. Alzabandiera.
Normalmente ogni cerimonia ha inizio con l'Alzabandiera.
Trattandosi questo di un atto di alto significato morale ed etico poiché il Tricolore rappresenta la nostra Patria, per la quale tanti Alpini hanno dato la vita, la sua esecuzione dovrà avvenire in modo austero ma significativo.
Dopo aver individuato il luogo, nel quale dovrà esserci, ovviamente, il pennone apposito, il Responsabile della cerimonia dovrà effettuare preventivamente una ricognizione per verificare dove collocare: la fanfara (se disponibile) il Picchetto armato (se disponibile) e le Autorità nonché il pubblico; occorre poi reperire la Bandiera e posizionarla preventivamente sul pennone e legarla agli appositi ganci; qualora fosse presente anche la Bandiera europea, questa deve essere posizionata sul pennone a destra di quella della Bandiera nazionale (vista di fronte) e qualora fossero tre, l'europea passa a sinistra e a destra una fra Regione/Provincia/Comune.
La bandiera nazionale non può mai essere esposta in posizione inferiore ad altre rispetto alle quali deve bensì occupare la posizione privilegiata. Tutte debbono essere issate su un proprio pennone e tutti della stessa altezza. Le bandiere devono avere tutte la stessa dimensione o almeno la stessa larghezza ed essere issate tutte alla stessa altezza.

Infine, si dovrà individuare l'Alpino che sarà incaricato di effettuare l'alzabandiera ed addestrarlo sulle operazioni che dovrà eseguire.
All'inizio della cerimonia il Responsabile della cerimonia darà “l'attenti” prima del comando “Alzabandiera”,
- la fanfara (o la tromba) eseguirà i TRE squilli d'attenti seguiti (se presente la fanfara) dall'Inno Nazionale;
- solo dopo i TRE squilli e alle prime note dell'Inno Nazionale (se presente la fanfara), l'addetto alla Bandiera darà inizio al movimento di innalzamento, coordinandolo con la musica in modo tale da completare l'operazione in coincidenza con il termine dell'Inno Nazionale; (meglio un po' in anticipo che in ritardo)


- alle prime note dell'Inno Nazionale TUTTI i presenti con il cappello alpino dovranno salutare militarmente ad eccezione: degli eventuali militari alle armi inquadrati, degli Alfieri, delle scorte e quelli inquadrati nello schieramento mentre TUTTI indistintamente dovranno accompagnare la musica con il canto (vedi testo in appendice), mentre gli amici o aggregati dovranno assumere la posizione di “attenti” e togliere il copricapo eventualmente portato. Si rammenta che l'equivalente del saluto militare per chi è a capo scoperto, è la mano destra portata all'altezza del cuore.
Altrettanto importante è la cerimonia dell'ammainabandiera in quanto segna l'atto conclusivo della cerimonia o manifestazione e deve essere eseguita con le stesse prescrizioni illustrate per l'alzabandiera.
NOTA: il caposcorta saluta


b. Accoglienza Autorità ed invitati di riguardo.
La massima Autorità viene, di norma, accolta dalla più alta carica dell'A.N.A. presente, ovvero dal Presidente di Sezione se la manifestazione è a livello sezionale o congiuntamente dal Capogruppo e dal Presidente della Sezione se la manifestazione è di gruppo.
Per tutte le altre Autorità dovrà essere istituito un servizio di accompagnamento che farà capo al Responsabile della cerimonia.
Il Responsabile della cerimonia o persona da lui delegata, dovrà inoltre rendere, preliminarmente, edotte le Autorità sugli eventuali spostamenti da eseguire. ( onori ai caduti, palco per allocuzioni, ecc.).

Se sono state approntate tribune o palchi dovrà essere nominato un coordinatore che indichi alle Autorità ed agli altri invitati il posto di competenza.
Al termine della cerimonia gli accompagnatori dovranno indicare alle Autorità ed agli invitati il luogo dell'eventuale rinfresco e/o pranzo oppure riaccompagnare gli ospiti ai loro automezzi.

b. Ammassamento
Qualora sia previsto l'ammassamento, questo dovrà essere previsto in una zona di facile accessibilità e le conseguenti operazioni dovranno essere temporalmente contenute specie se il tempo atmosferico non sia il più propizio (freddo intenso, caldo eccessivo, pioggia battente), onde evitare una prolungata permanenza non giustificata.

c. Durata.
La durata massima di una manifestazione che comprenda:
- alzabandiera;
- deposizione corona e/o inaugurazione monumento;
- allocuzioni;
- Santa Messa;
non dovrebbe superare complessivamente gli 80-90 minuti

d. Ordine di sfilamento.
Il percorso non dovrebbe superare i 1500-1800 metri, essere preferibilmente in piano o in leggera discesa, consentire lo sfilamento, possibilmente per 8 - 9 e, nel caso in cui si preveda una grossa affluenza di pubblico, è bene che sia transennato, soprattutto in corrispondenza della zona in cui è stata eretta la tribuna d'onore.
La composizione dello sfilamento, per uniformità delle manifestazioni dell'Associazione Nazionale Alpini, deve essere improntata ai seguenti criteri:
- fanfara;
- Gonfalone del Comune ospitante (eventuale);
- Gonfaloni decorati;
- Gonfaloni dei Comuni, Provincia e Regione (eventuali);
- Vessilli e Labari di Associazioni NON alpine (quando presenti);
- Autorità civili e Rappresentanze Militari;
- Corona (eventuale);
- Labaro, (se presente) scortato dal Consiglio Direttivo Nazionale. Qualora non sia presente, il Consigliere nazionale di riferimento scorterà con il Presidente Sezionale il Vessillo della Sezione mentre gli altri Consiglieri nazionali eventualmente presenti prenderanno posto con le Autorità e rappresentanze militari;
- Vessillo della Sezione organizzatrice della cerimonia scortato dal Presidente e dal C.D.S;
- Vessilli delle altre Sezioni scortati dal rispettivo Presidente o da un suo delegato;
- Gagliardetti;
- 2° fanfara (eventuale);
- Alpini, in unico blocco e P.C..
Tra i pezzi musicali che la fanfara esegue durante la sfilata è assolutamente vietato eseguire sia l'Inno nazionale e che “la leggenda del Piave” in quanto essi trovano la loro corretta esecuzione rispettivamente: nella cerimonia dell'alzabandiera e nella cerimonia degli “onori ai Caduti”.

e. Segnali d'onore, inni e marce.
Nella descrizione dei singoli atti verranno specificati le musiche appropriate.

f. Santa Messa: in chiesa, all'aperto, Preghiera dell'Alpino.
La funzione religiosa può essere celebrata in chiesa o all'aperto.
1. Santa Messa celebrata in chiesa:
- all'inizio la tromba suona uno squillo d'attenti, i Vessilli ed i Gagliardetti assumono la posizione di saluto, dopo qualche secondo la tromba esegue il segnale di riposo ed i Vessilli e i Gagliardetti ritornano sulla posizione di riposo;
- all'elevazione la tromba esegue gli stessi segnali dell'inizio ed altrettanto faranno i Vessilli ed i Gagliardetti, ed il coro se presente potrà eseguire alcune “cante” concordate con il celebrante
- al termine della comunione dei fedeli, prima della liturgia di chiusura, dovrà essere letta la Preghiera dell'Alpino nella versione allegata alla presente “libretta”, preceduta da uno squillo d'attenti da parte della tromba e, al termine, dal segnale di riposo.
Si rammenta che la versione allegata è valida solo per le manifestazioni organizzate dall'Associazione Nazionale Alpini.
Durante la funzione religiosa dovranno tenere il cappello alpino in testa solo ed esclusivamente il personale di servizio (coro, trombettiere, alfieri, lettore della Preghiera dell'alpino, personale del servizio d'ordine e, qualora previsto, il personale che serve messa o affianca o porta il feretro durante le esequie funebri) TUTTI gli altri presenti devono togliere il cappello alpino all'ingresso in chiesa.
Si rammenta che anche il personale di servizio al momento in cui riceve l'Eucaristia deve comunque togliersi il Cappello alpino.
Il cappello dovrà essere indossato da TUTTI i presenti solo per la lettura della Preghiera dell'alpino.
2. Santa Messa celebrata all'aperto
Tutti gli atti previsti per la Santa Messa in chiesa sono validi anche per la funzione all'aperto, ad eccezione del fatto che rimanendo solitamente in piedi, TUTTI terranno il Cappello Alpino in testa.
3. Disposizioni comuni:
Quando sia presente il Labaro, questo dovrà posizionarsi, preferibilmente, con la sua scorta alla sinistra dell'altare (a destra per chi guarda l'altare), in posizione possibilmente elevata rispetto alla posizione del Vessilli e dei Gagliardetti, che saranno posizionati, preferibilmente, sullo stesso lato, mentre a destra dell'altare (a sinistra per chi guarda l'altare) prenderanno posto, se presente, il coro e la tromba, nonché gli eventuali Gonfaloni presenti ed i Labari delle Associazioni non alpine.
Gli alfieri e le scorte dovranno rimanere in piedi per tutta la durata della funzione religiosa e sono esentati dall'eseguire il “segno della croce”, quando previsto.
Le eventuali Autorità presenti dovranno essere collocate:
* Alpini a destra della navata centrale;
* Non Alpini a sinistra della navata centrale.
Ricordarsi di riservare i posti in chiesa per le Autorità.

g. Onori ai Caduti.
Per conferire all'atto la solennità e il rispetto dovuto a coloro che hanno pagato con il bene della vita l'attaccamento ai nostri ideali, questo dovrà essere eseguito con austera cerimonia. L'atto si estrinseca solitamente con la deposizione di una corona d'alloro al monumento o cippo che li ricorda. Si rammenta che dovrà essere approntata la corona con nastro verde e la scritta in oro “Associazione Nazionale Alpini”, e dovranno essere scelti i due portacorona (di statura e abbigliamento omogenee, abito scuro e scarpe nere o uniforme del Gruppo) tra gli Alpini del Gruppo o della Sezione che organizza la cerimonia e che gli stessi siano stati opportunamente addestrati al compito assegnato (prendere in consegna la corona, effettuare una ricognizione del percorso, posizione di partenza, luogo della deposizione, ecc.).
La cerimonia ha solitamente inizio con lo schieramento del Reparto militare, se presente e degli altri partecipanti.
Il Comandante del picchetto armato o il Responsabile della cerimonia da:
* l'attenti e ad alta voce dice “Onore ai Caduti”;
* la fanfara o il trombettiere esegue tre squilli d'attenti, seguiti da ”La leggenda del Piave” (se presente la fanfara);
* subito dopo (o solo alle prime note de “la leggenda del Piave”, se eseguita), i Portacorona iniziano il movimento con passo lento e sincrono verso il monumento o cippo;
* le Autorità che accompagnano la Corona devono essere in numero limitato e, comunque, non possono mancare: il più alto Rappresentante dell'A.N.A. (Presidente Nazionale o suo rappresentante (Vicepresidente nazionale o Consigliere nazionale di riferimento, Presidente di Sezione qualora non siano presenti i Rappresentanti nazionali), la più alta Autorità militare presente, il Sindaco (o suo rappresentante) della località ove si svolge la cerimonia e la più alta Autorità civile presente (Prefetto, Questore, Ministri, Parlamentari ecc.);
* sul luogo della deposizione i portacorona adageranno la Corona e si disporranno ai lati della stessa, rivolgendosi verso le Autorità assumendo la posizione di attenti e così resteranno senza salutare;
* l'Autorità più alta (trattandosi di cerimonia dell'A.N.A. si identifica nel Rappresentante dell'Associazione) avanzerà sino a toccare con la mano la Corona e poi retrocederà sino a mettersi in riga con le altre Autorità;
* la fanfara, che sino a quel momento ha continuato a suonare “la leggenda del Piave”, cesserà e dopo qualche istante la tromba solista intonerà il “silenzio” (sempre e solo quello d'ordinanza)
* TUTTI i presenti, le Autorità che hanno scortato la Corona e gli Alpini, dovranno salutare con la mano al cappello. Solo gli Alpini inquadrati in Reparto, nonché gli Alfieri del Labaro, dei Vessilli e dei Gagliardetti e le loro scorte e, naturalmente anche i portacorona, sono esentati dal saluto individuale;
NOTA: il caposcorta saluta

* al termine del “silenzio” la tromba darà il segnale di “riposo”e le Autorità riprenderanno il posto di competenza mentre i portacorona rimarranno sul posto per qualche minuto sino a quando si sarà sciolto l'assembramento dei presenti.
NOTA: tra la fine de “la leggenda del Piave” e l'inizio del “silenzio” non devono essere eseguiti altri segnali (“riposo” e successivo “attenti”)

h. Saluti ed allocuzioni.
Di norma le allocuzioni devono precedere la celebrazione della S. Messa e non dovrebbero superare come massimo i 5 minuti per ciascun oratore anche in relazione al numero degli interventi. La successione degli stessi dovrà avvenire in ordine inverso al rango e all'importanza degli oratori ed iniziano sempre con il saluto del rappresentante dell' Ente organizzatore (Capogruppo o Presidente di Sezione) con la presentazione degli oratori (a cura del Responsabile delle cerimonia). L'ultimo a prendere la parola dovrà essere tassativamente la più alta carica dell'Associazione presente (Presidente Nazionale o chi lo rappresenta, Vicepresidente nazionale o Consigliere Nazionale di riferimento, Presidente di Sezione) ad eccezione del caso in cui sia presente una figura istituzionale (Ministro, Sottosegretario di Stato) che sarà così l'ultima a prendere la parola.

l. Consegna di premi o attestati.
La consegna di premi o di attestati sarebbe da evitare durante le cerimonie all'aperto per non appesantire il programma e soprattutto per non dilatare troppo i tempi.
Questa attività è opportuno che sia inserita nelle riunioni conviviali a carattere locale, mentre nelle cerimonie alpine si proceda solo all'eventuale scambio di ricordini (crest, targhe, guidoncini, oggetti caratteristici, ecc).

m. Onori iniziali e finali al Labaro dell'Associazione
Qualora sia presente il Labaro devono essergli resi gli onori di competenza:
- tre squilli d'attenti seguiti dall'Inno degli Alpini (trentatre)
- alle prime note del “trentatre” il Labaro accompagnato dalla sua scorta inizia il movimento per assumere o, per lasciare, il luogo della cerimonia e la musica continua sino a quando il Labaro non abbia assunto la posizione assegnata o, al termine della cerimonia non sia più visibile dal luogo della stessa.

n. Deflusso delle Autorità.
Deve essere organizzato con la stessa cura riservata alle altre fasi della cerimonia. Il personale accompagnatore, coadiuvato dall'annuncio dello speaker, guiderà le Autorità e gli ospiti al luogo ove si svolgeranno le attività successive (rinfresco, pranzo, cena, visite a mostre, esibizioni di cori o fanfare, ecc), curerà che gli spazi a loro destinati non vengano occupati da altri presenti che non hanno titolo.
Il Presidente di Sezione e/o il Capogruppo che hanno organizzato la manifestazione saluteranno alla partenza le personalità più importanti intervenute.

o. Rinfreschi, pranzi e ranci alpini..
Devono essere organizzati con parsimonia che, oltre tutto, è segno di buon gusto e di stile.
Nei pranzi con posti a tavola è opportuno che vengano riservati dei tavoli alle Autorità ed agli invitati di riguardo, collocati, possibilmente, in posizione centrale ed opportunamente identificati con cartellini segnaposto.

DOPO LA CERIMONIA
a. Notizie e resoconti.
L'addetto stampa della manifestazione, qualora sia stato nominato, provvederà ad informare gli organi di stampa fornendo anche l'elenco completo delle Autorità intervenute che avrà accuratamente predisposto senza tralasciare nessuno ed eventualmente una sintesi delle loro allocuzioni nonché del materiale fotografico e/o video che dovesse essere eventualmente disponibile.

b. Pulizia, riordino e archiviazione
Lasciare il luogo della manifestazione più pulito ed in ordine di come lo si è trovato costituisce un punto d'onore irrinunciabile per tutta l'Associazione Nazionale Alpini.
Pulizia e riordino pertanto devono essere preorganizzati ed eseguiti il più rapidamente possibile e con la più scrupolosa attenzione onde ridurre al minimo il disturbo alla comunità locale.
Altrettanta cura dovrà essere posta alla archiviazione dei documenti di tutta l'organizzazione e completati da un resoconto sintetico delle eventuali manchevolezze e/o disguidi occorsi al fine di farne tesoro per le prossime manifestazioni.

c. Ringraziamenti
Anche per i ringraziamenti si dovrà porre particolare attenzione onde non dimenticare nessuno di coloro che hanno contribuito comunque al buon esito della manifestazione

CERIMONIE PARTICOLARI
Esequie.
I simboli dell'Associazione Nazionale Alpini (Labaro, Vessillo, Gagliardetto) intervengono alle celebrazioni funebri solo in casi determinati e NON devono essere abbrunati.
Il Labaro interviene SOLO per il funerale del Presidente Nazionale in carica o di chi ha ricoperto tale carica.
Il Vessillo interviene solo nei casi in cui il Consiglio Direttivo di Sezione ne abbia autorizzato la presenza, altrettanto per i Gagliardetti.
E' implicito che i simboli che rappresentano gli organi dell'Associazione intervengono solo alle esequie di Soci sia ordinari che aggregati (amici) e aiutanti, e sempre che la famiglia dell'estinto sia consenziente, mentre per gli Alpini NON soci viene lasciata la facoltà alle realtà locali di presenziare a meno con i simboli associativi.
Sarebbe opportuno per tutti gli alpini che partecipano alla cerimonia funebre portare il Cappello Alpino, soprattutto in presenza dei simboli associativi.
In chiesa valgono le stesse norme della Santa Messa alle quali si rimanda; (compresa la lettura della Preghiera dell'Alpino nella versione riportata in appendice).
Durante il trasporto del feretro a spalla, i portatori devono tenere il Cappello Alpino in testa.
Se durante la cerimonia funebre i portatori (o altri) formano un picchetto d'onore ai lati del feretro, questi devono tenere il cappello alpino in testa e dovranno rimanere in piedi per tutta la durata della cerimonia e sono inoltre esentati dall'effettuare il “segno della croce”

Giuramenti.
Trattandosi di cerimonie organizzate dall'Autorità militari l'A.N.A. si deve attenere alle disposizioni emanate dalla stessa.
I giuramenti possono essere:
- interni;
- esterni.
Sono giuramenti interni quelli che si svolgono nell'ambito delle strutture militari e sono organizzati dai Comandi Militari. L'A.N.A. interviene, se invitata, come ospite e deve, pertanto, comportarsi di conseguenza;
Nei giuramenti esterni, detti solenni, l'A.N.A. può, con le note modalità, (ovvero richiesta della Sezione alla Sede Nazionale) proporre una o più sedi di svolgimento e, qualora concesso, potrà, in collaborazione con il Comando Militare, concorrere alla organizzazione.
Solo in occasione di questi ultimi potrà essere richiesta la presenza del Labaro dovrà essere autorizzata dal Consiglio Direttivo Nazionale.

Inaugurazioni di Sedi.
Questa attività viene normalmente inserita in una manifestazione di più ampia portata che di solito comprende una sfilata, la celebrazione della Santa Messa, ecc.
La Sede da inaugurare dovrà essere preparata con l'ingresso alla stessa aperto ed un nastro tricolore a sbarrarne l'accesso.
La più Alta Autorità (dell'A.N.A. o meno) provvederà a tagliare il nastro inaugurando ufficialmente l'opera, seguirà la benedizione impartita dal sacerdote.
Anche per questa attività occorre che il Responsabile della cerimonia abbia predisposto una scaletta e che si sia preparato il materiale occorrente (nastro tricolore, forbici, ecc)

Scoprimento di monumento o cippo, targa.
Anche questo atto è normalmente inserito in una più complessa manifestazione nella cui scaletta deve avere la parte che gli compete.
Anche in questo caso il Responsabile della cerimonia deve preventivamente far preparare il monumento o cippo o targa coperto da un drappo, possibilmente“Tricolore” e verificarne la funzionalità .
Il drappo che ricopre l'opera deve essere posizionato in modo tale che l'Autorità, preposta allo scoprimento, possa farlo scivolare senza intoppi.
Dopo lo scoprimento il Sacerdote presente provvederà alla benedizione.
Lo scoprimento di un monumento o di un cippo NON prevede alcun taglio di nastro.
Una Sede, una strada, ecc si INAUGURA, con taglio di nastro.
Un monumento, un cippo, una targa si scopre togliendo il drappo (tricolore o meno) che la ricopre.

Consegna di un nuovo Vessillo o Gagliardetto.
Durante la sfilata il simbolo viene portato arrotolato e prima della celebrazione della Santa Messa verrà spiegato e tenuto nelle mani della “madrina, il Sacerdote provvederà alla Benedizione dello stesso e passerà poi nelle mani del Presidente Sezionale che lo porgerà al Capogruppo e da questi all'Alfiere, per il gagliardetto del Gruppo.
Il Vessillo di Sezione dovrà passare dalle mani del Presidente Nazionale o da chi lo rappresenta al Presidente di Sezione e da questi all'Alfiere della Sezione.

Premiazioni di gare o concorsi e consegna di attestati.
Qualora si ravvisi la necessità di organizzare una cerimonia specifica per l'attività di cui sopra, questa dovrà rispecchiare le direttive della presente “libretta” tenendo presente che sarà opportuno conferire alla stessa un adeguato risalto che rispecchi le nostre tradizioni e che contribuisca a dare una visibilità concreta della nostra Associazione.





All. A: Inno Nazionale


All. B: Valore Alpin (Trentatre)


All. C: Preghiera dell'Alpino





Inno di Mameli
Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta;
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
le porga la chioma;
chè schiava di Roma
Iddio la creò.

Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
L'Italia chiamò.

Noi siam da secoli
calpesti e derisi,
perché non siam popolo
perché siam divisi.
Raccoltaci un'unica
bandiera, una speme;
di fonderci insieme
già l'ora sonò.

Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
L'Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci!
L'unione e l'amore
rivelano ai popoli le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio;
uniti per Dio, chi vincer ci può?

Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
L'Italia chiamò.















Trentatre
Dai fidi tetti del villaggio
I baldi Alpini son partiti;
mostran la forza ed il coraggio
della lor salda gioventù.
Sono dell'Alpe e bei cadetti,
nella robusta giovinezza,
dai loro baldi e forti petti
spira un'indomita fierezza.

Oh, valore alpin
difendi sempre la frontiera!
E là sul confin
Tien sempre alta la bandiera.
Sentinella all'erta
per il suol nostro italiano,
dove amor sorride
e più benigno irradia il sol.

Là tra le selve ed i burroni
là tra le nebbie fredde e il gelo,
piantan con forza i lor picconi
ed il cammin sembra più lieve.
Risplenda il sole o scenda l'ora
che reca in ciel l'oscurità,
il bravo Alpin vigila ognora
pronto a lanciare il “Chi va là?”

Oh, valore alpin
difendi sempre la frontiera!
E là sul confin
Tien sempre alta la bandiera.
Sentinella all'erta
per il suol nostro italiano,
dove amor sorride
e più benigno irradia il sol.


















Preghiera dell'Alpino
Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai,
su ogni balza delle Alpi ove la provvidenza
ci ha posto a baluardo fedele delle nostre
contrade, noi, purificati dal dovere
pericolosamente compiuto,
eleviamo l'animo a Te, o Signore, che proteggi
le nostre mamme, le nostre spose,
i nostri figli e fratelli lontani, e
ci aiuti ad essere degni delle glorie
dei nostri avi.
Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi,
salva noi, armati come siamo di fede e di amore.
Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della
tormenta, dall'impeto della valanga,
fa che il nostro piede posi sicuro
sulle creste vertiginose, su le diritte pareti,
oltre i crepacci insidiosi,
rendi forti le nostre armi contro chiunque
minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera,
la nostra millenaria civiltà cristiana.
E Tu, Madre di Dio, candida più della neve,
Tu che hai conosciuto e raccolto
ogni sofferenza e ogni sacrificio
di tutti gli Alpini caduti,
tu che conosci e raccogli ogni anelito
e ogni speranza
di tutti gli Alpini vivi ed in armi.
Tu benedici e sorridi ai nostri Battaglioni
e ai nostri Gruppi.
Così sia.








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Regolamento Sezionalereg sezionaleScarica il Regolamento Sezionale

Milano, 5 luglio 2016

Alpino
Mario Penati
Presidente Sez. ANA Monza
Corso Milano,39
20900 Monza (MB)

Prot. S. 206/2016

Oggetto: Nuovo regolamento nazionale.

Comunico che il nuovo regolamento, durante la riunione dell’ 12/03/2016, è stato approvato
dal C.D.N.
Trasmetto copia del nuovo testo con la convalida di rito.












REGOLAMENTO della Sezione A.N.A. di Monza
Il presente regolamento composto da 45 articoli, è stato redatto ai sensi dello Statuto
dell’Associazione Nazionale Alpini (in seguito denominato "Statuto"), approvato
dall’Assemblea Sezionale in data 6 marzo 2016 e dal Consiglio Direttivo Nazionale in data
12 marzo 2016 il presente Regolamento entra in vigore dal 1 gennaio dell'anno
successivo alla Sua approvazione.

Costituzione e sede
Art. 1 La Sezione di Monza dell‘Associazione Nazionale Alpini costituita nel 1929 a norma
dello Statuto ha sede in Monza, Corso Milano n. 39.

Emblemi

Art. 2 L'emblema uf?ciale della Sezione è il Vessillo e quello del Gruppo è il Gagliardetto;
essi devono essere conformi ai modelli statutari.
L‘intervento a manifestazioni e cerimonie del Vessillo sezionale e dei Gagliardetti, come
previsto dal Regolamento Nazionale, è deciso di volta in volta rispettivamente dal
Presidente sezionale o dal Capo Gruppo.
Il Vessillo della Sezione deve intervenire a tutte le manifestazioni nazionali, sezionali, di
raggruppamento, in tutte le occasioni stabilite dal Consiglio Direttivo Sezionale (CDS) e
nei casi particolari su decisione del Presidente sezionale.
La scorta al Vessillo è costituita dal Presidente e/o da uno o più Consiglieri sezionali.
Eventuali eccezioni devono essere autorizzate dal C.D.S. o dal Presidente Sezionale.

Soci
Art. 3 L'ammissione dei Soci ordinari è deliberata dal C.D.S. su-parere favorevole della
Giunta di Scrutinio funzionante presso la Sezione, la quale si regola in conformità alle
norme stabilite dallo Statuto e dal Regolamento Nazionale.
La domanda di ammissione a Socio ordinario ai sensi di quanto previsto dallo Statuto,
firmata dal Capo Gruppo, è redatta sul modulo fornito dalla Sezione ed è corredata dalla
necessaria documentazione in originale (congedo rilasciato da un Reparto Alpino 0 foglio





matricolare o certificato dell’esito di leva rilasciato dal Comune) per visione, oppure in
copia dell’originale. La domanda potrà essere presentata anche con il modulo di
autocertificazione previsto dal Regolamento Nazionale.
Resta ferma, in ogni caso, la possibilità per la Sezione di chiedere ai competenti uffici
copia della documentazione originale. Per tale motivo il richiedente sottoscriverà
apposita delega alla Sezione 0 a suo delegato, per poter accedere agli archivi dei distretti
militari.
Con la sottoscrizione della domanda di ammissione il Socio dichiara di aver letto e di
accettare, senza riserva alcuna e ad ogni effetto, lo Statuto nonché i Regolamenti
Nazionale, Sezionale e del Gruppo al quale sarà iscritto.
In particolare il Socio si obbliga ad astenersi da qualsiasi azione od iniziativa che possa
contrastare con le ?nalità dell‘ A.N.A., con speciale riferimento alla propaganda di
carattere personale, commerciale, partitica nonché all‘uso del nome e dei simboli
dell‘A.N.A. o delle Truppe Apine per gli scopi di propaganda anzidetta.
ll C.D.S., sentito il parere della Giunta di Scrutinio, decide sull'accettazione o meno della
domanda. Se non accolta, la decisione di rigetto della domanda di ammissione deve
essere motivata dal C.D.S. In caso di non accettazione, il Presidente Sezionale da
comunicazione per iscritto della decisione e della motivazione all'interessato in forma
riservata. Il Presidente Sezionale da comunicazione per iscritto della sola decisione
anche al Capo Gruppo di riferimento. Contro la decisione di rigetto è ammesso il ricorso
del richiedente al C.D.N.

Art.4 Eventuali Amici che la Sezione ritiene di riconoscere tali, verranno considerati nei
termini di cui al Regolamento Nazionale.
Gli Amici degli Alpini, che la Sezione ritiene di riconoscere tali, su proposta dei Gruppi
interessati, non hanno qualifica di Socio ordinario. Essi vengono iscritti in un apposito
albo nazionale quali "Soci aggregati” e quali ”Soci aiutanti”. E’ escluso che essi possano
avere la tessera sociale ordinaria dell’A.N.A., portare il cappello alpino e fregiarsi del
distintivo sociale ordinario.
| Soci aggregati pur non avendo la qualifica di Socio ordinario, sono tenuti al rispetto
dello Statuto, del Regolamento Nazionale, del Regolamento della Sezione e del
Regolamento del Gruppo al quale sono iscritti.






La loro attività deve esser preventivamente approvata dal C.D.S. o dal Consiglio del
Gruppo di appartenenza.
Su proposta del CDS, l’Assemblea Sezionale determina la quota associativa per i Soci
aggregati e per i Soci aiutanti. Tale quota dovrà essere uguale per entrambe le categorie.
La Sezione, ove il rapporto di fiducia e collaborazione dovesse venire meno, può
revocare, direttamente o su segnalazione del Capo Gruppo del Gruppo di appartenenza,
l’iscrizione del Socio aggregato e del Socio aiutante in qualsiasi momento e senza
particolari formalità, con semplice decisione del Consiglio Direttivo Sezionale, senza
obbligo di motivazione all’interessato.
L'ammissione dei soci aggregati è deliberata dal C.D.S. su parere favorevole della Giunta
di Scrutinio; se non accolta, la decisione di rigetto della domanda di ammissione non
deve essere motivata.
Il Socio aggregato ha diritto a ricevere il periodico L’Alpino e le pubblicazioni della
Sezione e del Gruppo a cui appartenga.
Il Socio aggregato che vanti un’iscrizione consecutiva di almeno tre anni e che per tale
periodo abbia fattivamente collaborato con la Sezione 0 con il Gruppo nelle attività
associative, può presentare domanda per il passaggio alla categoria di Socio "Aiutante”.
Tale domanda, da redigersi su apposito modulo predisposto dall’Associazione,
controfirmata dal Capo Gruppo e da almeno due Soci ordinari, sarà valutata dal C.D.S.,
previo parere della Giunta di scrutinio. L’eventuale decisione di rigetto della domanda
per Socio "Aiutante" non dovrà essere motivata.
L’opera per la quale il Socio aiutante dovrà aver prestato la sua collaborazione potrà
riguardare una qualunque delle diverse attività associative. A mero titolo esemplificativo
si indicano: la Protezione civile, l’Ospedale da campo, i Cori e le Fanfare
dell’Associazione, le attività di recupero dei siti della memoria storica, la stampa
associativa, le attività culturali e divulgative, l’attività sportiva, la logistica di Gruppi e
della Sezione.
Il Socio aiutante oltre ai diritti del Socio aggregato può fregiarsi dei segni distintivi
appositamente previsti dall’ Associazione.

Art. 5 Tutti i Soci hanno diritto di frequentare i locali della Sezione e quella dei Gruppi
della Sezione stessa. In tali locali i soci dell'Associazione sono considerati ospiti graditi. I
nuovi iscritti alla Sezione, hanno diritto di partecipare a qualsiasi attività della Sezione.
Organi della sezione






Art. 6 Gli organi della Sezione sono:

a) l’Assemblea dei Soci ordinari (Assemblea Sezionale);
b) il Presidente Sezionale;
c) il Consiglio Direttivo Sezionale (CDS);
d) il Collegio dei Revisori dei conti;
e) la Giunta di Scrutinio.

Assemblea Sezionale

Art. 7 Nel rispetto dello Statuto, l'Assemblea Sezionale delibera con potere sovrano sulle
attività della Sezione.
L'Assemblea Sezionale è convocata in sede ordinaria e in sede straordinaria.
L'Assemblea all‘inizio dei lavori nominerà un presidente e un segretario. inoltre quando
dovrà procedere alla nomina delle cariche sociali, nominerà anche la commissione
elettorale con un segretario ed almeno tre scrutatori. Non possono essere nominati
scrutatori i candidati alle cariche associative.

Art. 8 Ai sensi di quanto previsto dallo Statuto L'Assemblea ordinaria viene convocata
entro il 15 marzo di ogni anno:
1) per discutere e proporre l‘approvazione:
- della relazione morale del Presidente sezionale sulle attività sezionali;
- del rendiconto consuntivo e preventivo.
2) per eleggere, con voto segreto, il Presidente sezionale, i componenti del C.D.S., il
Collegio dei Revisori dei conti, la Giunta di Scrutinio;
3) per eleggere, con voto palese per alzata di mano, i Delegati all'Assemblea Nazionale
dei Delegati il cui mandato è annuale e rinnovabile;
4) per stabilire il numero dei Consiglieri che dovranno comporre il C.D.S. ai sensi dell‘art.
14 comma 1 del presente Regolamento;
5) negli altri casi previsti nello Statuto, nel Regolamento Nazionale e nel presente
Regolamento.
Tutte le richieste relative ad argomenti da trattare nel corso dell'Assemblea ordinaria
devono essere presentate per iscritto in Segreteria Sezionale entro il 31 Dicembre
dell'anno precedente a quello in cui si terrà l'Assemblea.

Art. 9 L'Assemblea è convocata in sede straordinaria:
1) quanto il Presidente Sezionale e/o il C.D.S. lo giudichino necessario;
2) quando ne sia fatta richiesta scritta al Presidente Sezionale da parte dei Revisori dei
conti;
3) quando ne sia fatta richiesta scritta da parte di almeno un quinto dei Soci ordinari,
con indicazione degli argomenti specifici da trattare.
4) negli altri casi previsti nello Statuto, nel Regolamento Nazionale e nel presente regolamento.

Nei casi 2) e 3) l'Assemblea dovrà essere tenuta entro sessanta giorni dalla data in cui la
richiesta è pervenuta alla Segreteria sezionale. Se entro tale termine non fosse
effettuata l'Assemblea, il C.D.N. dovrà convocarla entro altri sessanta giorni su richiesta
degli interessati.

Art. 10 Le Assemblee sono di regola convocate dal Presidente Sezionale mediante awiso
contenente l'ordine del giorno inviato ai Capi Gruppo a mezzo posta o a mezzo posta
elettronica all’indirizzo e-mail del gruppo.
L'avviso deve essere inviato almeno trenta giorni prima della riunione. L'avviso di
convocazione contiene: data, ora e luogo dell'assemblea, sia in prima sia in seconda
convocazione, gli argomenti all'ordine del giorno e, quando fra essi vi siano nomine e
cariche sociali, l'elenco dei Soci Consiglieri in scadenza e dei Consiglieri che non possono
essere rieletti. E’ vietata l'indicazione delle voci "varie" nell'ordine del giorno di
convocazione dell'Assemblea. Sono comunque nulle le proposizioni, la trattazione e le
deliberazioni su argomenti non portati all'ordine del giorno.
Ogniqualvolta ciò sia possibile per la convocazione dell'Assemblea si utilizzerà il giornale
sezionale, da spedire almeno 20 giorni prima della data dell'Assemblea.

Art. 11 Le Assemblee sono valide in prima convocazione qualora il numero dei
partecipanti, presenti o per delega, non sia inferiore al 50% degli aventi diritto. in
seconda convocazione le Assemblee sono valide qualunque sia il numero degli aventi
diritto presenti.
Qualsiasi delibera deve essere presa a maggioranza semplice (50% + 1) dei votanti e
vincola anche i Soci assenti e dissenzienti.
Se in seconda convocazione sono presenti meno del 20% degli aventi diritto, le decisioni
devono essere prese con la maggioranza di almeno 2/3 dei votanti.

Art. 12 All'assemblea ordinaria e straordinaria ogni Socio può rappresentare al massimo
altri due Soci che gli abbiano rilasciato delega scritta.

Il Presidente sezionale

Art 13 Il Presidente sezionale:
a) ha la rappresentanza legale della Sezione in tutti gli atti di ordinaria e straordinaria
amministrazione;
b) è il garante dell'applicazione nell'ambito della Sezione dello Statuto, del Regolamento
Nazionale e di quanto disposto dal presente Regolamento sezionale;
c) convoca e può presiedere le Assemblee;
d) prowede all’esecuzione delle deliberazioni delle Assemblee e del C.D.S.;
e) propone al C.D.S. i due Vice Presidenti nominando tra gli eletti il Vice Presidente con funzioni di Vicario;
f) convoca e presiede il C.D.S.;
g) convoca e presiede la riunione dei Capi Gruppo (cosiddetto C.D.S. allargato);
h) è il responsabile dell’Unità di Protezione Civile della Sezione;
i) partecipa al Comitato di Redazione del giornale Sezionale;
In caso di comprovata necessità ed urgenza il Presidente, sentiti i Vice Presidenti, può
adottare ogni provvedimento necessario alla vita dell’attività associativa e ne riferisce
nella prima seduta al C.D.S. che è libero di confermare, modificare o di revocare il
provvedimento adottato.

Il Presidente sezionale, che può anche essere eletto fra i Soci fuori lista (ovvero tra i soci
che non hanno presentato la loro candidatura entro il 31 dicembre ai sensi del
successivo art. 21 comma 3), viene eletto a maggioranza.
Il Presidente sezionale assume la carica per tre anni ed il suo mandato e rinnovabile per
altre due volte consecutive, per un totale di nove anni. La sua carica è incompatibile con
le cariche elettive politico-amministrative previste dallo Statuto.
In caso di assenza o di impedimento il Presidente sezionale sarà sostituito dal Vice
Presidente Vicario. In caso di dimissioni del Presidente sezionale il Vice Presidente
Vicario lo sostituisce fino alla successiva Assemblea sezionale ordinaria, che ne eleggerà
il successore.

Consiglio Direttivo Sezionale e cariche sezionali

Art. 14 il C.D.S. (Consiglio Direttivo Sezionale) è composto dal Presidente Sezionale e da
un gruppo di Consiglieri sezionali variabile da un minimo di 8 a un massimo di 16 (e
comunque in numero pari) legato alla forza numerica della Sezione e dei Gruppi; il
numero dei Consiglieri viene stabilito dall'Assemblea ordinaria l'anno precedente il
rinnovo dello stesso C.D.S.

I Consiglieri sezionali possono anche essere eletti fra i Soci fuori lista (ovvero tra i soci
che non hanno presentato la loro candidatura entro il 31 dicembre ai sensi del
successivo art. 21 comma 3).

I Consiglieri sezionali assumono la carica per 2 anni ed il loro mandato è rinnovabile per
altre 3 volte consecutive, per un totale di 8 anni. Qualora un Consigliere sezionale
rassegni anzitempo le dimissioni o venga considerato rinunciatario, a subentrargli sarà
chiamato il primo dei non eletti dell‘ultima Assemblea sezionale, che ne assume
l'anzianità. Il medesimo meccanismo si applica nel caso in cui i dimissionari e/o i
rinunciatari siano due o più.

Sono eletti Consiglieri sezionali i Soci che hanno ottenuto, nell'ordine, il maggior numero

di voti. In caso di parità risulta eletto il candidato più giovane d'età.
Qualora per qualsiasi ragione, il Presidente cessi dalle sue funzioni, oppure il numero dei
Consiglieri si riduca a meno della metà, quelli rimasti in carica devono convocare
un'Assemblea straordinaria perché provveda nel primo caso alla elezione di un nuovo
Presidente, e, nel secondo caso, alla elezione di un nuovo C.D.S.

Art. 15 il Consiglio Direttivo Sezionale detta le direttive generali per lo svolgimento della
vita sociale, approva il progetto di bilancio consuntivo e preventivo da presentare
all’Assemblea, vigila sulle attività dei Gruppi, propone attua e regola le manifestazioni a
carattere sezionale e provvede per il normale funzionamento della Sezione conferendo
gli opportuni incarichi, disponendo all'uopo l’assunzione di personale in conformità alla
normativa vigente.

ll C.D.S. può assegnare compiti particolari a Soci non facenti parte del C.D.S. ed invitarli a
partecipare alle sedute dello stesso, senza diritto di voto.

Il C.D.S. è presieduto dal Presidente o, in caso di sua assenza, dal Vice Presidente Vicario
e si riunisce ordinariamente una volta al mese. I Consiglieri sezionali assenti ingiustificati
a quattro riunioni consecutive del C.D.S. saranno considerati rinunciatari al proprio
mandato.

Alle sedute partecipano senza diritto di voto, qualora non siano anche Consiglieri
Sezionali, il Consigliere Nazionale, il delegato dal Consiglio Direttivo Nazionale, il
Tesoriere Sezionale, il Segretario Sezionale, i Revisori dei Conti, il Direttore Responsabile
del giornale Sezionale, il Responsabile Operativo dell’unità di Protezione Civile ed
eventuali altri che il Presidente ritenga opportuno convocare.

Le deliberazioni, per essere ritenute valide, sono prese per alzata di mano con la
presenza di almeno il 50% + 1 dei componenti e col voto favorevole della maggioranza
dei presenti. In caso di parità di voti, prevale il voto di chi presiede il C.D.S.

Ogni delibera del C.D.S. deve essere verbalizzata, sottoscritta dal Presidente e dal
rispettivo Segretario e conservata in apposito registro o raccoglitore. Ogni Socio ha
diritto di chiedere la copia dei verbali di cui sopra.

ln seno al C.D.S. devono essere assegnate almeno le seguenti cariche: due Vice
Presidenti, un Segretario sezionale, un Tesoriere, più addetti al collegamento con i
Gruppi.





Gli addetti al collegamento con i Gruppi relazionano con periodicità annuale il C.D.S.
sulle attività dei Gruppi di loro competenza.
Solo le cariche di Segretario e Tesoriere non possono essere in capo ad una stessa
persona.
Per la redazione del verbale delle proprie sedute il C.D.S. nomina un segretario
verbalizzante.
il Segretario sezionale cura il funzionamento amministrativo della segreteria
(tesseramenti, repertorio Soci, corrispondenza, tenuta archivi, archiviazione dei verbali
del C.D.S., tenuta libro verbali dell'assemblea, contratti con la Sede Nazionale ed i
Gruppi). Per le sue incombenze può delegare persona di sua fiducia del cui operato è
pienamente responsabile.

ll Tesoriere si occupa della gestione ordinaria della Sezione (ogni entrata e pagamento,
inclusa riscossione delle quote sociali), custodisce e risponde della cassa, dei conti
correnti e dei libretti assegni (bancari elo postali). Gestisce i fondi sezionali secondo le
disposizioni del C.D.S. Per le sue incombenze può awalersi di collaboratore di fiducia,
del cui operato risponde pienamente.

E’ compito del C.D.S. nominare il Cappellano, il Cerimoniere Sezionale, gli Al?eri sezionali
l'Addetto allo Sport, il Capo Nucleo (0 Responsabile Operativo dell‘Unità di Protezione
Civile), il o i Portavoce sezionali, il Delegato Centro Studi, il Delegato Giovani.

Art. 16 Per la realizzazione degli scopi statutari e delle iniziative sezionali il C.D.S. può
avvalersi di commissioni la cui partecipazione è libera e gratuita.
il C.D.S. ne fissa la funzione e la scadenza, quindi ciascuna di queste commissioni:
- sceglie al proprio interno un responsabile;
- avrà un Consigliere Sezionale di riferimento assegnatole dal C.D.S. (qualora il
responsabile non sia un consigliere);
- definisce le modalità organizzative;
- propone eventuale preventivo di spesa.

Art. 17 Il Presidente redige l'ordine del giorno della riunione del CDS. contenente
l'elenco degli argomenti di discussione.
L'ultimo punto all‘ordine del giorno è relativo alle comunicazioni del Presidente che non
sia stato possibile inserire nella lettera di convocazione.
Ogni Consigliere può proporre al Presidente le questioni che egli ritiene rilevanti per la
vita associativa e, qualora queste siano soggette a deliberazione, ne sarà il relatore.
Il Presidente inserisce tali questioni nell'ordine del giorno della prima riunione possibile,
tenendo conto del carattere di urgenza di ogni singola questione.

Revisore dei conti

Art. 18 I Revisori dei conti, che possono anche essere eletti fra i Soci fuori lista (owero
tra i soci che non hanno presentato la loro candidatura entro il 31 dicembre ai sensi del
successivo art. 21 comma 3), sono cinque, di cui tre effettivi e due supplenti. Il loro
mandato dura due anni ed è rinnovabile.

Qualora uno o più revisori rassegnino le dimissioni anzitempo, subentreranno i primi
non eletti nelle ultime votazioni, assumendone l'anzianità.
Entro 15 giorni dalla propria nomina i revisori dei conti devono eleggere un loro
Presidente e comunicarlo in forma scritta alla Segreteria sezionale.

Art. 19 La veri?ca dei conti deve essere effettuata almeno due volte all'anno (di cui una
a fine anno).
La carica di Revisore è incompatibile con quella di Presidente sezionale e di Consigliere
sezionale.
I Revisori dei conti hanno diritto di presenziare alle riunioni del C.D.S., con funzione
consultiva.

I Revisori dei conti hanno il compito di vigilare in modo continuativo sulla gestione
economica e finanziaria della sezione, accompagnare i bilanci consuntivo e preventivo
annuale con una propria relazione all'assemblea sezionale, esprimendo un loro parere in
merito.

l rendiconti consuntivi e preventivi annuali devono essere messi a disposizione dei
Revisori dei conti almeno trenta giorni prima dell'assemblea sezionale e dopo la loro
approvazione devono essere messi a disposizione dei Soci presso la Segreteria Sezionale
almeno venti giorni prima dell'Assemblea sezionale.


Giunta di Scrutinio

Art. 20 La Giunta di Scrutinio, i cui componenti possono anche essere eletti fra i Soci
fuori lista (owero tra i soci che non hanno presentato la loro candidatura entro il 31
dicembre ai sensi del successivo art. 21 comma 3), è composta da tre membri e da due
supplenti ed ha il compito di esaminare le ammissioni dei nuovi Soci, al fine di accertare i
requisiti. Suo compito è anche verificare che le domande presentate dagli aspiranti Soci
siano correttamente compilate. Le domande di ammissione devono essere esaminate
entro 30 giorni dalla presentazione e rese alla Segreteria Sezionale avendovi apposto, in
caso di approvazione, la firma di almeno due membri della Giunta medesima. ll C.D.S.
può autorizzare un equivalente metodo di verifica.

Il mandato dei componenti la Giunta di Scrutinio è di due anni ed è rinnovabile.

Per le domande di ammissione respinte il Presidente della Giunta di Scrutinio deve
inoltrare al Presidente Sezionale un rapporto "riservato" contenente i motivi della
reiezione.

La Giunta di Scrutinio deve effettuare periodiche verifiche (anche a campione, con
metodo di cui deve preventivamente enunciare i parametri al C.D.S.) del repertorio Soci,
almeno fino a quando sia stato verificato per intero e ciò risulti da apposito verbale.
Accesso alle Cariche elettive sezionali

Art. 21 Le cariche elettive sezionali sono: Presidenze Sezionale, Consigliere del C.D.S.,
membro della Giunta di Scrutinio, membro del Collegio dei Revisori dei Conti e Delegato
all’Assemblea Nazionale dei Delegati. Solo i Soci ordinari della Sezione hanno diritto di
accedere alle cariche elettive sezionali. I nuovi Soci ordinari della Sezione possono
candidarsi alle cariche sezionali dopo che sia trascorso il periodo di sei mesi se già iscritti
all'Associazione Nazionale Alpini e di un anno peri nuovi iscritti.
Ogni carica elettiva sezionale, con l‘esclusione della carica di delegato all'Assemblea
Nazionale dei Delegati, è incompatibile con le altre cariche elettive Sezionali. || Socio che
ricopre una carica elettiva sezionale deve prima rassegnare le dimissioni dalla stessa per
potersi candidare ad altra differente carica elettiva sezionale.
Tutte le candidature alle cariche elettive sezionali devono essere formalizzate per
iscritto con lettera depositata presso la Segreteria Sezionale entro il 31 Dicembre
dell'anno precedente quello in cui si svolgerà l'Assemblea sezionale.

Art. 22 Le cariche elettive sezionali e la carica di Capo Gruppo sono incompatibili con le
cariche elettive politico-amministrative e con qualunque incarico politico o partitico a
salvaguardia di quanto stabilito dallo Statuto circa il carattere apartitica
dell'Associazione.
ll Socio che ricopre cariche politico—amministrative o incarichi politici o di partito deve
preliminarmente rassegnare le dimissioni dalle stesse per potere candidarsi alle cariche
associative.

Gruppi

Art 23 La richiesta di costituzione di un Gruppo deve essere rivolta al Presidente
sezionale da chi ne ha presa l'iniziativa ed ha raccolto l'adesione scritta di un numero
minimo di soci previsto dallo Statuto (almeno 10 Alpini).

Art. 24 Organi direttivi del Gruppo sono:
a) l'assemblea dei Soci Ordinari (Assemblea di Gruppo);
b) il Capo Gruppo;
c) il Consiglio Direttivo di Gruppo (quando le dimensioni del gruppo lo rendano
necessario).
ll mandato di qualsiasi carica direttiva nell'ambito del Gruppo dura 2 o 3 anni a scelta
dell'Assemblea di Gruppo ed è rinnovabile.
! Gruppi possono dotarsi di un proprio regolamento (non in contrasto con quello
nazionale e sezionale), che deve essere sottoposto all'approvazione del Presidente
sezionale e del C.D.S.

Art. 25 L'Assemblea di Gruppo deve nominare il Capo Gruppo, un segretario e un
cassiere. Appena il numero dei soci lo consentirà si potrà nominare un Consiglio di
Gruppo.

Art. 26 Ogni anno, tra il 1 novembre ed il 15 febbraio, il Capo Gruppo deve riunire i suoi
Soci in assemblea:
a) per discutere e porre all'approvazione la relazione morale ed il rendiconto
finanziario dell'anno sociale concluso;
b) per determinare la quota sociale spettante al gruppo;
c) per eleggere il Capo Gruppo e le altre cariche sociali del Gruppo ove
necessario;
d) negli altri casi previsti nel presente Regolamento 0 nel Regolamento del
Gruppo;
L'avviso di convocazione dell'Assemblea di Gruppo deve essere inviato ai Soci del
Gruppo in regola con il tesseramento, al Presidente sezionale e all'addetto al'
collegamento con il Gruppo almeno venti giorni prima di quello fissato perla riunione.

Art. 27 L'Assemblea di Gruppo può essere convocata ogniqualvolta il Capo Gruppo lo
ritenga opportuno oppure quando almeno 1/10 dei Soci, con un minimo di 5, ne
facciano richiesta scritta al Capo Gruppo e, per conoscenza, al Presidente sezionale,
specificandone i motivi. in tal caso la riunione deve avvenire nel termine di 4 settimane
dalla consegna della richiesta, altrimenti i richiedenti sottoporranno richiesta scritta al
Presidente sezionale affinché la convochi entro altre quattro settimane da quest'ultima
richiesta.

Art. 28 Il Capo Gruppo è responsabile moralmente e fiscalmente della gestione del
Gruppo e ha la rappresentanza legale del Gruppo in tutti gli atti di ordinaria e
straordinaria amministrazione.
Compete al Capo Gruppo consegnare la tessera ai nuovi Soci e far loro conoscere le
disposizioni che regolano la vita associativa.

Art 29 Le comunicazioni dei Gruppi previste dallo Statuto devono essere inviate con la
relativa documentazione al C.D.S. entro 30 giorni dalla data di effettuazione
dell'Assemblea.

Art. 30 Ogni Socio del Gruppo ha diritto di presentare reclamo scritto al C.D.S. (e per
conoscenza al Consiglio di Gruppo) contro le delibere relative all‘attività di Gruppo entro
30 giorni dalla rispettiva decisione.

Art. 31 Il Presidente sezionale può sempre, personalmente o a mezzo di un suo
delegato, intervenire alle Assemblee di Gruppo.
L'attività dei Gruppi è soggetta al controllo del C.D.S. che potrà esonerare dall'incarico il
Capo Gruppo e gli altri eventuali dirigenti nominando in loro provvisoria sostituzione un
Commissario determinandone i compiti e stabilendo il termine entro cui dovrà esaurire
il suo mandato.

Art. 32 Fermo restando quanto disposto dal Regolamento Nazionale, i Gruppi sono
tenuti a completare i rinnovi del tesseramento entro il 31 marzo, con il versamento del
saldo delle quote dovute.

Art. 33 Qualsiasi manifestazione che coinvolga la Sezione deve essere preventivamente
approvata dal C.D.S. in conformità al Regolamento Nazionale e non deve coincidere con
quelle istituzionali, sezionali, di raggruppamento o con l‘Adunata Nazionale.

La Fanfara o banda da destinare a ciascuna Adunata Nazionale, Raggruppamento e ”La
Nostra Domenica” verrà stabilita dal C.D.S. in modo insindacabile sulla base della
con?gurazione della sede della manifestazione stessa.

Scioglimento della Sezione o di un Gruppo

Art. 34 Lo scioglimento della Sezione 0 di un Gruppo della Sezione è deliberato da una
Assemblea straordinaria rispettivamente sezionale o di Gruppo. Per la validità di questa
assemblea dovranno essere presenti, personalmente o per delega, almeno 2/3 degli
aventi diritto e la relativa delibera deve essere approvata a maggioranza dei 2/3 dei
votanti.
in caso di scioglimento gli eventuali patrimoni ed i materiali della Sezione 0 dei Gruppi
saranno devoluti rispettivamente alla Sede Nazionale e alla Sezione.

Art. 35 il C.D.S. può deliberare lo scioglimento diun Gruppo quando il numero dei Soci si
riduca per oltre un anno al disotto del 50% del minimo stabilito dallo Statuto.

Attività di protezione civile

Art. 36 Ai sensi di quanto previsto dallo Statuto, e costituito in seno alla Sezione un
Nucleo di Protezione Civile, che avrà un Responsabile Operativo ed un'Assemblea di
Nucleo. Del Nucleo di Protezione Civile possono entrare a far parte esclusivamente Soci
dell'Associazione.
Responsabile del Nucleo è il Presidente Sezionale che nomina il Capo Nucleo, che dovrà
essere un Socio ordinario e che resterà in carica due anni rinnovabili senza limiti.
il Capo Nucleo coordinerà tutte le attività del Nucleo, rispondendo del proprio operato
al Presidente sezionale il quale potrà in qualsiasi momento rimuoverlo dall'incarico con
comunicazione scritta anche non motivata.
Il Capo Nucleo entro il 28 febbraio di ogni anno dovrà nominare e/o confermare se già
nominanti tra i componenti del Nucleo:
- un Vice Coordinatore;
- un Segretario;
- un Responsabile sanitario;
- un Assegnatario per ciascuno dei veicoli in dotazione;
- un Magazziniere per ciascuno degli eventuali depositi di materiali e delle
attrezzature.
Se ritenuto opportuno, le apparecchiature radio possono essere assegnate ad apposito
responsabile diverso dai magazzinieri già citati.
Ogni membro del Nucleo risponde della buona conservazione e funzionalità delle cose
avute in consegna, delle quali è consentito l‘utilizzo esclusivamente previa
autorizzazione del Capo Nucleo o del Presidente Sezionale.
Il Coordinatore potrà inoltre procedere alla nomina di eventuali altre figure che riterrà
opportuno individuare per il buon funzionamento del Nucleo (quali ad esempio
Capisquadra etc.).

Art. 37 Il Nucleo non avrà autonomia amministrativa e sarà gestito mediante l‘apposito
capitolo di spesa del bilancio sezionale.

Art. 38“ Capo Nucleo entro il 31 dicembre di ogni anno dovrà far pervenire alla Sezione
un inventario dei beni e/o del magazzino, da consegnare al Segretario sezionale
debitamente sottoscritto.

Attività sportiva

Art. 39 in ambito sezionale per i soli Soci iscritti può essere costituito il G.S.A. (Gruppo
Sportivo Alpini) secondo l'ordinamento dell‘ex G.S.A. Nazionale.
In tal caso il C.D.S. nominerà un Consigliere addetto al collegamento con detto G.S.A.
Le attività del G.S.A. dovranno essere sottoposte alla preventiva approvazione del
Presidente sezionale e del C.D.S.

Cori e Fanfare della Sezione

Art. 40 L'attività dei Cori e delle Fanfare deve fare riferimento agli scopi dettati dallo
Statuto.
|| C.D.S. disciplina con appositi regolamenti i rapporti tra la Sezione ed i Cori e Fanfare
facenti esclusivamente riferimento ai Gruppi.
La qualifica di Coro ANA o Fanfara ANA viene attribuita dal C.D.S. e dallo stesso può
essere revocata ad insindacabile giudizio.

Organo e mezzi di stampa

Art. 41 Il giornale ufficiale della Sezione è "Monza e Brianza Alpina" edito a Monza.
|| C.D.S. nomina agli effetti di legge il Direttore Responsabile che rimane in carica a
tempo indeterminato e può essere sostituito quando ne faccia espressa richiesta o
quando il C.D.S. lo ritenga opportuno.
Il C.D.S. su proposta del Direttore Responsabile nomina il Comitato di direzione, di cui il
Presidente sezionale fa parte di diritto. Tale comitato provvederà all'amministrazione e
pubblicazione del giornale.

Il Giornale sezionale il cui abbonamento è compreso nella quota sociale viene distribuito
a tutti i soci in regola con il pagamento della stessa.
I costi per la pubblicazione e per l’invio del Giornale sezionale sono finanziati con
l’apposita voce di spesa del bilancio Sezionale approvato dal C.D.S

Art. 42 il sito internet ufficiale della Sezione e www.anamonza.it
Spetta al C.D.S. nominare e revocare il Socio responsabile del sito.
Cerimoniale

Art. 43 Al fine di uniformare il comportamento dei Soci durante le manifestazioni e le
cerimonie e per evitare che la non perfetta esecuzione possa comprometterne l’elevato
significato morale, ciascun Socio è tenutoad osservare le regole stabilite nella "libretta"
Cerimoniale A.N.A. emanata dalla Sede Nazionale nonché ad adottare un abbigliamento
consono all’importanza della manifestazione e cerimonia.
In particolare si raccomanda l‘osservanza delle seguenti norme:

a) durante la S. Messa celebrata in chiesa il Cappello Alpino è indossato dagli Alpini
che fungono da: alfiere, scorta, trombettiere, o sono comandati in servizio.
Durante la "Preghiera dell‘Alpino" invece tutti gli Alpini indossano il Cappello
Alpino;

b) durante la S. Messa all‘aperto tutti gli Alpini indossano il Cappello Alpino, salvo
quando si accostano alla comunione;

c) onori sono dovuti al Labaro nazionale, ai Vessilli sezionali e ai Gonfaloni decorati
di medaglia d‘oro;

d) onori ai Caduti: all'alzabandiera viene suonato e cantato l'Inno Nazionale, il
Tricolore viene salutato dal gruppo delle autorità, mentre tutti gli altri Alpini
presenti restano sull'attenti. Qualora essi siano inquadrati, saluta anche chi li

guida. Alla deposizione della corona al monumento ai Caduti viene suonata la
"leggenda del Piave" ed al termine viene suonato il "Silenzio" con saluto come
all‘alzabandiera.

Modifiche al regolamento

Art. 44 il C.D.S. approva il Regolamento sezionale e le eventuali modifiche allo stesso,
acquisendo il parere espresso dell'Assemblea dei Soci.
Le modifiche dovranno essere sottoposte all'approvazione del Consiglio Direttivo
Nazionale.
Il Regolamento sezionale acquisisce piena efficacia a far data dal 1 gennaio dell'anno
successivo all‘approvazione da parte del Consiglio Direttivo Nazionale.


Disposizione Finale

Art. 45 Per tutto ciò che non è previsto dal presente Regolamento e per quanto potrà
essere necessario per la sua interpretazione si richiamano le disposizioni dello Statuto e
del Regolamento Nazionale.



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